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Campagna dei Cobas «Stop alle aggressioni ai danni dei docenti»
LUCCA. «Basta con le aggressioni fisiche e verbali ai docenti». A dirlo è il responsabile provinciale dei Cobas scuola, Rino Capasso in riferimento agli ultimi episodi avvenuti non solo nelle scuole...
LUCCA. «Basta con le aggressioni fisiche e verbali ai docenti». A dirlo è il responsabile provinciale dei Cobas scuola, Rino Capasso in riferimento agli ultimi episodi avvenuti non solo nelle scuole lucchesi ma anche a Viareggio, dove una docente è stata aggredita da una mamma per un 4 preso nella stessa mattina dalla figlia a liceo classico, a Pisa e a Napoli. «È evidente - si legge nella nota - che il caso del Carrara, salito alla ribalta, non è isolato e che bisogna uscire dal circolo vizioso: criminalizzazione di una singola scuola e difesa dell’immagine di quella scuola in competizione con le altre». Secondo i Cobas infatti, si tratta di un fenomeno generale e complesso che è l’effetto del combinato disposto di almeno tre fattori strutturali. «Il primo è l’applicazione di logiche di mercato alla scuola pubblica - si legge - con le scuole messe appunto in competizione tra loro alla ricerca di iscritti-clienti e risorse finanziarie. Basta guardare cosa è diventato l’orientamento - scrive ancora Capasso - in quasi tutte le scuole è stato trasformato in marketing, talvolta anche della peggior specie, in cui si magnifica l’offerta e lo star bene “della nostra scuola”. Il secondo fatto invece - sempre secondo i Cobas - è il familismo amorale: “Mio figlio è al di sopra di tutto e tutti e farei qualsiasi cosa per lui” e quindi qualsiasi ostacolo si frapponga al suo successo va eliminato senza remore e soprattutto senza fatica e problemi per il bimbo».
Infine il terzo punto è quello che riguarda «la distorsione percettiva innestata dai social network». Secondo i Cobas infatti, «è reale solo quello che è riproducibile e riprodotto, e al tempo stesso, si ha una percezione del reale come se fosse una fiction televisiva. Per cui al massimo basta chiedere scusa e si annulla tutto ciò che è accaduto». Non a caso, sostiene il sindacato, «l’episodio del Carrara è salito alla ribalta mediatica perché girato sui social mentre altri casi, anche più gravi, non hanno avuto la stessa risonanza».
«È evidente - conclude Capasso - che serve una rivoluzione culturale nel modus operandi di tanti genitori, studenti, presidi e docenti e nell’immediato i Cobas lanceranno una campagna nazionale per ricostruire la dignità dei docenti».
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