Il Tirreno

Lucca

Mille Miglia L’arte a 4 ruote invade Lucca

di Luigi Spinosi
Mille Miglia L’arte a 4 ruote invade Lucca

Tra Bugatti, Alfa e Om, la folla incantata dalle vetture che hanno fatto la storia  

3 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Dovendo cercare una definizione nuova per Lucca la si potrebbe chiamare la città delle tre M: una per le Mura, ovviamente; un’altra per la musica (basti il nome di Puccini). E la terza? Beh, i motori ovviamente. Un rapporto ricco e, forse, mai valorizzato abbastanza: qui fu inventato il motore a scoppio da Barsanti e Matteucci (una copia del quale era ieri in bella mostra in piazza Napoleone); qui, partendo da Renato Balestrero negli anni eroici, fino ai grandi rallisti di oggi, capitanati da Paolo Andreucci, hanno avuto i natali, e da qui sono passati piloti che hanno fatto la storia, come Mario Andretti o il Mantovano Volante Tazio Nuvolari, che proprio in Lucchesia conquistò il primato mondiale di velocità.

A questa “terza emme” ieri è stato reso il giusto omaggio, aggiungendone altre due, quelle iniziali di “Mille Miglia”. Uno spettacolo, un omaggio a quella che – tolta la parentesi della guerra – dal 1927 al 1957 è stata considerata la corsa più bella e più difficile del mondo, ma anche la più pericolosa. Sospesa la competizione agonistica la Mille Miglia, o, meglio, la 1000 Miglia è diventata una gara di regolarità, con protagoniste vetture degli stessi anni della corsa. Insomma, una passerella di bellezze. Sì, perché quelle auto erano veramente opere d’arte. Doppiamente, perché dovevano unire ingegni diversi, tecniche motoristiche e studio delle forme.

Certo, molti erano in piazza per vedere i vip annunciati: c’era il cantante Piero Pelù, che si è concesso al pubblico scendendo dall’auto per salutare, mentre c’è stata la defezione del pilota Fisichella. C’era Gianni Morandi, ma in realtà l’uomo al volante della splendida Om Superba era un omonimo del più famoso cantante. Molti per vedere i vip, scrivevamo, ma tutti incantati da quelle bellezze a quattro ruote. Tutte affascinanti, certo. Ma soprattutto quelle dell’anteguerra. Auto con oltre 80 anni sullo chassis. Tantissime Bugatti, Alfa Romeo (in particolare col modello 6C, come quello che si è aggiudicato anche le ultime due edizioni della 1000 Miglia), e anche Om, che i non più giovanissimi ricorderanno come casa produttrice di camion e trattori, ma di cui quasi tutti ignorano il passato automobilistico. E che passato! Poi marchi persi nelle nebbie del tempo, come Salmson, Amilcar o Bnc. Molte che avevano già corso la Mille Miglia, quella storica, a piena velocità.

Insomma un trattato di storia della creatività umana che ha attraversato Lucca, lasciando tutti incantati, incantando i bambini e rendendo bambini gli adulti, con una folla che ha fatto da cornice all’intero percorso.

Una festa iniziata ben prima dell’ingresso della prima storica (una Bugatti) da porta San Pietro dopo le 15,30. La manifestazione, coordinata in città dall’Aci Club Lucca, ha visto la partecipazione di tante persone e associazioni (tra cui l’attivissimo club Balestrero) e tutta una serie di eventi paralleli in salsa motoristica, dal mattutino corteo di Fiat 500, fino alla sfilata delle supercar del Ferrari Tribute e delle Mercedes che hanno preceduto le nonne a quattro ruote.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera