Il Tirreno

Lucca

Il museo “sezionato” dai lavori a Palazzo Guinigi

di Marco Tirinnanzi
Il museo “sezionato” dai lavori a Palazzo Guinigi

I vani da realizzare per accogliere l’ascensore diminuiranno gli spazi della mostra dei cimeli della Liberazione: è protesta

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LUCCA. Un polo museale dedicato alla memoria storica: nei piani, ne faranno parte il museo dell’emigrazione in Cortile Carrara, il museo storico della Liberazione in via Sant'Andrea e anche il museo del Risorgimento a Palazzo Ducale. E per il museo della Liberazione, ospitato nei locali al piano terra di Palazzo Guinigi, la notizia è anche che lo sfratto (in vista dei lavori di collegamento del palazzo con la Torre Guinigi) è venuto meno. Oggi infatti la volontà dell'amministrazione comunale è di creare un circuito storico che permetta la valorizzazione di ogni singolo museo, in maniera però del tutto autonoma.

Nel corso della commissione cultura di ieri pomeriggio, svolta proprio nei locali del museo della Liberazione, è emerso che è destinato a rientrare il contenzioso giudiziario avviato nel 2015 che prevedeva la trasmigrazione del museo storico della Liberazione da Palazzo Guinigi. A rassicurare Andrea Giannasi e Franco Lombardi, rispettivamente ex ed attuale direttore del museo, ci ha pensato l'assessora alla memoria storica Ilaria Vietina.

«Il museo della Liberazione è una struttura che ha alla base una convenzione con il Comune - chiarisce l'assessora -, e il nostro obiettivo è quello di valorizzare al meglio il materiale che qui viene esposto. In quest'ottica infatti stiamo lavorando alla creazione di una sinergia intanto con il museo del Risorgimento a Palazzo Ducale. Da tempo inoltre abbiamo avuto risposte confortanti dalla Regione Toscana a proposito di un finanziamento di 1 milione e 200.000 euro per la creazione, tra le altre, di un ascensore che colleghi anche il museo con il palazzo e la Torre Guinigi. I lavori dovrebbero partire entro la fine dell'anno in corso. Ci vorrà poi un altro anno per portarli a termine».

Proprio il progetto per la realizzazione di un collegamento con Palazzo Guini per mezzo di un ascensore ha fatto scattare le rimostranze del direttore del museo Franco Lombardi.

«È un'idea piuttosto calata dall'alto, della quale non siamo stati messi a conoscenza per tempo e di cui non possiamo esprimere un parere - lamenta Lombardi -. Una volta fatto il passaggio, la nostra migliore sala verrà smembrata completamente: lì ci sono lapidi storiche dedicate ai nostri eroi nazionali, Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini su tutti. Con le scale antincendio poi la specificità del museo verrebbe fortemente compromessa e gli spazi ridotti. L'ascensore si snoderà su tre piani: per farlo verranno distrutti anche archi antichi. Da alcuni anni poi le visite a carattere storico sono aumentate: tanti americani quando si trovano a Lucca vengono qua. Amano toccare con mano l'impegno del loro paese per aver contribuito a liberare l'Italia. Con le scuole, addirittura, abbiamo raggiunto le 1600 visite in un anno. Siamo aperti soltanto il martedì, il giovedì e a volte il sabato, e tutto a spese nostre».

I consiglieri di minoranza - Marco Martinelli di Forza Italia, Cristina Consani di SiAmo Lucca, Giovanni Minniti della Lega e Serena Borselli di Lucca in movimento - propongono una soluzione relativa invece alla bigliettazione del museo. «Sollecitiamo la creazione di biglietto unico tra il museo della Liberazione e la Torre Guinigi - sostengono -, per inserire al meglio il museo nel circuito turistico di Lucca. La nostra è una proposta comune, perchè questo museo, per la nostra città, rappresenta un alto valore storico. A questo proposito - precisa Martinelli - a breve presenteremo un ordine del giorno in consiglio comunale. Quello che ci preme inoltre è che il museo resti al suo posto. Con un solo biglietto le risorse verrebbero messe a disposizione anche del museo della Liberazione: servirebbero per dotarlo di un adeguato impianto di riscaldamento e di climatizzazione, e per installare un sistema wi-fi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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