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Il primo concerto rock della storia nel teatro più piccolo del mondo
Davanti a 60 spettatori, Nic Cester and The Milano Elettrica hanno dato il via all’edizione 2018 del festival di D’Alessandro
LUCCA. «Dai sessantamila spettatori del campo Balilla per i Rolling Stones ai sessanta del teatrino di Vetriano» per Nic Cester and the Milano Elettrica (special guest Brunori sas). Ma sessanta o sessantamila che siano gli spettatori - dal commento che Mimmo D’Alessandro, patron del Summer Festival, ha ripetuto più volte ieri 17 maggio alla fine del primo concerto rock della storia nel teatro più piccolo del mondo - l’evento che porta la firma Lsf (lucca Summer Festival) è unico, e stupisce, sorprende: così le “pietre rotolanti” il 23 settembre 2017, così Nic Cester e la band ieri a Vetriano.
E dire che questo sodalizio inconsueto tra un gigante come il Summer e un microteatro tra le colline verdi e rigogliose della Mediavalle, della superficie di 71 metri quadrati appena, è nato, per ammissione di tutti i soggetti coinvolti, per una pura casualità.
«È successo - confessa il sindaco di Pescaglia Andrea Bonfanti poco prima del concerto - che un collaboratore del Summer, saputo che il festival cercava un luogo esclusivo nelle vicinanze di Lucca per il lancio del primo concerto del cartellone, ha indicato Vetriano. “Tanto più - ha aggiunto - che il sindaco è mio amico”. Tutto vero, siamo amici. Il festival mi ha contattato ed eccoci qua. Abbiamo iniziato a lavorare, in primo luogo coinvolgendo il Fai, che gestisce la struttura».
L’esperimento è andato bene, anzi benone: per Pescaglia, ospitare un evento unico del genere è stato un lancio incomparabile, «una vetrina importantissima», come ha ammesso Bonfanti.
Gli applausi in cui si sono spesi i sessanta spettatori presenti (la capacità del teatro, normalmente di ottanta posti, era ridotta per la presenza di un’orchestra di quattordici elementi compresi i cantanti e le tre coriste), talmente entusiasti durante e alla fine dello spettacolo, hanno avuto un effetto e un calore moltiplicato nello spazio ristretto e dall’acustica eccellente. Il sodalizio è suggellato: continuerà. L’esperimento di ieri sarà il primo di una lunga serie. Per la soddisfazione di Bonfanti, del festival e di Loredana Ciabatti, la volontaria del Fai a cui il teatro deve la sua rinascita: è lei che lo ha “salvato” dalla rovina e dalla decadenza (nato teatro, era stato successivamente trasformato in fienile) facendolo risorgere e diventare un gioiello: «il teatro pubblico più piccolo del mondo», ribadisce ai microfoni che la intervistano la signora Ciabatti. «Mi piace definirlo il teatro giocattolo più grande del mondo», aggiunge.
Ieri, il concerto è iniziato alle 17,15, dopo le raccomandazioni agli spettatori, invitati al silenzio e a non usare cellulari per fotografare o filmare, dato che le telecamere stavano riprendendo per mandare la diretta su Spotify (presto il concerto passerà anche sul canale Sky Arte). È iniziato con pochi minuti di ritardo (l’inizio era previsto alle 17) dopo che gli artisti avevano lavorato alle prove e si erano riservati appena qualche minuto di riposo e un buon bicchiere di vino rosso.
Nic Cester, musicista e cantante australiano di origini italiane, ha esordito dicendo «sono molto contento di essere qui in questo posto meraviglioso». Ha iniziato infatti a parlare in italiano per poi lasciarsi andare a un «enjoy the show» (godetevi lo spettacolo) nella sua lingua madre, l’inglese. Pantaloni neri attillati e chiodo di pelle nera lui, impeccabili in giacca e cravatta i componenti di The Milano Elettrica, una super band di cui fanno parte, tra gli altri, Adriano Viterbini (Bud Spencer Blues Explosion) e Sergio Carnevale (Bluvertigo).
Nel suo incedere, lo spettacolo si è dimostrato ricco, importante, di rock a tratti striato di nuance psichedeliche: dodici brani in tutto, di cui uno in italiano, quello che Nic Cester ha scritto per dedicarlo al padre. L’appendice poi - il tredicesimo e ultimo brano - è stata come il finale di uno spettacolo pirotecnico: una “Monna Lisa” (il testo di Ivan Graziani) rockettara e scatenata, con lo special guest Brunori sas («sembro un commercialista, ma ho un’anima rock», ha scherzato) che si è esibito al top. E poi inchino degli artisti e ringraziamento finale, «alla D’Alessandro & Galli, alla Ricola (sponsor dell’evento, ndr), al Lucca Summer Festival, al Fai e al sindaco Bonfanti, il mio sindaco preferito», ha detto Nic. Un concerto entrato nella storia. «Beh, ne abbiamo fatta un pezzettino»: mentre si dirigono alle auto, è l’ultimo commento degli artisti.
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