Il Tirreno

Lucca

Massimo Braccini (cgil fiom) 

Snaitech: «Lo Stato si faccia sentire»

Snaitech: «Lo Stato si faccia sentire»

Il sindacalista chiede chiarezza sull’operazione di Playtech

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PORCARI. Un’acquisizione con molte ombre, e che deve essere accompagnata dal piano di rilancio: così Massimo Braccini, di Cgil Fiom, interviene sul caso Snaitech.

«Non ci convince – scrive il sindacalista – questa operazione di acquisizione di Snaitech da parte di Playtech e chiameremo il governo a occuparsene. A breve è previsto un incontro con l’azienda, ma quest’operazione di passaggio di società appena iniziata e che risentirà di ulteriori tempi, anche in considerazione di un’offerta pubblica di acquisto, deve risentire dell’attenzione dello Stato. In tutta questa operazione Playtech parla sempre di strategie, di investimento in redditizia attività per migliorare i ricavi verso mercati regolamentati (ma che a nostro avviso vanno regolamentati molto meglio), di stabilire un’importante presenza in Italia, di migliorare la competitività, ma mai di sviluppo, di piano industriale, di crescita e dell’occupazione».

«Anche Snaitech – riprende Braccini – ha sempre messo in evidenza con ossessione i risultati ottenuti, i ricavi, l’Ebitda, ma mai sono apparsi i premi e gli stipendi dei manager, né sono mai stati citati i molti posti di lavoro persi, serviti magari proprio per dimostrare un miglioramento dei ricavi e rendere la vendita a Playtech più appetibile. Con quest’operazione si entra in un nuovo scenario, il baricentro dell’azienda verrà sicuramente spostato all’estero e la Snaitech rischia di rimanere una “succursale” all’interno di Playtech. Lo Stato trae da questo settore importanti entrate e ha anche poteri di possibili interventi diretti, poiché le attività sono legate al rilascio di concessioni pubbliche. In un mondo che cambia anche le politiche devono cambiare ed il settore del gioco deve risentire di una importante riforma. Crediamo che ci debba essere un mutamento radicale in queste operazioni, pretendiamo da Playtech un piano industriale credibile, di rilancio, di garanzia, di assunzioni ed un salto di qualità nelle relazioni sindacali. Non si gestiscono le imprese con un comportamento paternalistico verso i lavoratori. Avvieremo una campagna di assemblee con i lavoratori, precisando che non permetteremo che vi siano speculazioni sulle loro spalle».



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