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Dichiara due lauree per avere l’incarico ma erano due falsi
Nuova tegola per Alberto Romei, dipendente comunale già finito sotto inchiesta con l’accusa di peculato
CASTELNUOVO GARFAGNANA. Sono due le lauree false che Alberto Romei, 53 anni, dipendente del Comune di Cascina, originario di Castelnuovo Garfagnana e residente a Massa e Cozzile, già sotto inchiesta per peculato, con l’accusa di avere intascato dal 2012 al 2016 circa 500mila euro di soldi pubblici destinati agli asili e a progetti per disabili mai realizzati, ha prodotto al Comune di Cascina per ottenere il posto che aveva di coordinatore pedagogico, quindi un inquadramento superiore. Sia il diploma di laurea triennale che quello quinquennale prodotti agli uffici comunali, che risultavano conseguiti all’Università di Firenze, sono risultati falsi. Il vero titolo di studio è solo quello di scuola superiore. Anche la votazione di 105 su 110 per entrambe le lauree è il risultato della fantasia del sedicente laureato.
È certo che questa novità pone in una luce diversa tutta la vicenda degli ammanchi dalle casse del Comune e la strada della ludopatia invocata per difendere Romei (anche se non c’è alcuna certezza investigativa sulla destinazione finale dei soldi sottratti ai cittadini) forse non basta a spiegare tutta una serie di documenti falsi che l’impiegato ha prodotto al Comune.
Dunque, non solo Romei ha contraffatto, stando alle accuse, atti interni che si riferivano ai costi e alle graduatorie degli asili, ma la passione per il falso ha interessato anche i titoli che in questi anni gli hanno consentito di avere un posto di tutto rispetto in Comune. E soprattutto gli hanno dato la facoltà di gestire in autonomia ingenti risorse.
Sull’operato di Romei e della responsabile del settore scuola del Comune Gabriella Carrozzo, ha svolto un’indagine anche la commissione comunale di inchiesta che era stata costituita nei mesi scorsi, dopo l’arresto di Romei e il coinvolgimento di due educatrici scolastiche che a loro volta si dichiarano vittime dei comportamenti messi in atto dall’impiegato, il quale ha chiesto ed ottenuto in tribunale a Pisa di essere giudicato con rito abbreviato condizionato all’esito di una perizia che valuti se l’imputato è affetto da ludopatia e quindi possa uscire dalla vicenda penale con sconti.
Ma i problemi erano anche altri, come dimostra la novità delle lauree fake. Il Comune dovrà aprire un procedimento disciplinare contro il dipendente e chiamarlo a spiegare cosa è successo in questi anni.
Una vicenda dolorosa per tutta la famiglia Romei. Viene il dubbio che l’impiegato, fratello dell’ex assessore comunale e provinciale Anna Romei (Pd), possa essersi approfittato di questo suo legame per agire più liberamente, considerando il ruolo politico che aveva la sorella. Tutti si fidavano di lui – questo è emerso anche al processo contro le due educatrici – e nessuno di fatto lo ha mai controllato, come risulta dall’inchiesta penale che però ha tenuto fuori la responsabile del settore scuola, indagata poi dalla Corte dei Conti.
La novità delle lauree fake pone tutto in una luce diversa e potrebbe portare a una nuova denuncia a carico di Romei. È da capire perché nessuno abbia mai controllato l’autenticità delle lauree prima di attribuirgli l’incarico di coordinatore pedagogico, dopo che il dipendente era arrivato a Cascina da un altro ente.
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