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Dipendenti San Luca Lettera al difensore per il caso parcheggi
LUCCA. La diatriba tra sindacati e azienda a proposito dei parcheggi del San Luca riservati ai dipendenti si arricchisce di una nuova puntata. Cgil, Cisl e Uil infatti, hanno inviato una lettera al...
LUCCA. La diatriba tra sindacati e azienda a proposito dei parcheggi del San Luca riservati ai dipendenti si arricchisce di una nuova puntata. Cgil, Cisl e Uil infatti, hanno inviato una lettera al difensore civico della Toscana, Sandro Vannini, mettendo nero su bianco le criticità che derivano dalla presenza di un numero ridotto di stalli nella zona riservata ai dipendenti. «All’ora di cambio tra mattina e pomeriggio - spiegano in un passaggio della lettera Giovanna Lo Zopone ed Elisabetta Battistoni di Cgil, Luciano Cotrozzi e Mariagrazia Simoni di Cisl e Pietro Casciani e Andrea Lunardi di Uil - si crea quotidianamente coda all’ingresso del parcheggio in attesa che qualcuno esca. Tutto questo - aggiungono - si è verificato non tanto per mancanza di spazio fisico per la realizzazione di un parcheggio più ampio ma per aver assegnato al concessionario costruttore dell’ospedale e quindi a una ditta di gestione di parcheggi ovviamente a pagamento, una quantità sovradimensionata di stalli auto che non riescono a occuparne neppure la metà della disponibilità complessiva». Altro punto cruciale della lettera riguarda le pseudo soluzioni (non prive di seccature) che i dipendenti hanno trovato per ovviare a questo problema. «La prima opzione è attendere fuori dal parcheggio dei dipendenti - scrivono i sindacati - anche 20/25 minuti prima di entrare e questo porta gli operatori a partire da casa se si è vicini anche un’ora prima con i prevedibili disagi sulla famiglia. La seconda e più gettonata ipotesi è quella di parcheggiare nelle zone distanti con i disagi e i timori che derivano dal percorrere la sera dopo le 21 anche 300/400 metri in una zona isolata. Per completezza - aggiungono - solo alcuni usufruiscono del parcheggio a pagamento con un abbonamento di 30 euro al mese».
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