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Parcheggio dipendenti guerra tra sindacati e Asl
Il nodo è la distribuzione degli spazi: troppo piccola l’area di sosta per i lavoratori Così al cambio turno si formano le code. «Esagerati i posti per il concessionario»
LUCCA. Parcheggio per i dipendenti del San Luca, guerra aperta tra i sindacati e l’azienda. Per capire di cosa stiamo parlando basta dare un’occhiata alla foto qui a fianco: sulla sinistra il parcheggio per i dipendenti stracolmo di auto. A fianco il parcheggio a pagamento per gli utenti che risulta semivuoto. Una situazione che costringe i lavoratori del presidio a fare lunghe code al cambio turno. «La situazione dei dipendenti del San Luca non è più sostenibile, è un vero scandalo – scrivono in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil Provincia di Lucca con Giovanna Lo Zopone, Elisabetta Battistoni, Luciano Cotrozzi, Maria Grazia Simoni, Pietro Casciani e Andrea Lunardi. Dal momento della sua apertura, nel maggio del 2014, i pochi stalli riservati agli operatori stanno mettendo sotto pressione tutto il personale. Come organizzazioni sindacali della zona di Lucca da tempo abbiamo rivendicato la carenza di posti auto per il San Luca. Rispetto agli altri presidi "gemelli" di Prato, Pistoia, Massa Carrara qui è stata sottostimata la necessità di parcheggi per i dipendenti, tanto che nell'ora di cambio turno tra mattina e pomeriggio si crea quotidianamente una coda all'ingresso dell’area». Tutto questo, a detta dei sindacati, è determinato da una cattiva distribuzione degli spazi: «Il problema – prosegue la nota – è l’aver assegnato al concessionario costruttore dell'ospedale e quindi a una ditta di gestione di parcheggi a pagamento, una quantità sovradimensionata di stalli auto. In realtà le auto degli utenti non arrivano mai neppure a metà della disponibilità complessiva. A far le spese di questa deficitaria distribuzione delle aree purtroppo sono i dipendenti».
La questione è ormai annosa: il Comune di Lucca ha realizzato un parcheggio gratuito in prossimità dell'ospedale che è sempre completo dalle prime ore della mattina fino a sera. Un altro parcheggio lo si trova a 200/300 metri in prossimità del supermercato Coop, ma anch'esso è completo dalla mattina sino alle prime ore di pomeriggio, e non è ovviamente possibile parcheggiare all'interno del parcheggio riservato al supermercato. Altri parcheggi liberi sono individuabili a distanza di 300/400 metri ma la sera dopo le 21, percorrere da soli una zona piuttosto isolata non è certo raccomandabile.
«Fatto il quadro – proseguono i sindacati – la domanda nasce spontanea, dove parcheggiano allora i dipendenti del San Luca di Lucca? La prima opzione è attendere fuori del parcheggio loro destinato per 20-25 minuti prima che si liberi un posto. Questo costringe gli operatori a partire da casa anche un’ora prima (pensiamo a chi viene da lontano...) con prevedibili disagi sulla famiglia se si è genitori che lavorano. In seconda è più gettonata ipotesi è di parcheggiare nelle zone distanti con i relativi disagi e timori sopra descritti».
Per completezza d'informazione occorre dire che solo alcuni usufruiscono del parcheggio a pagamento con un abbonamento di 30 euro al mese (cifra peraltro aumentata dal gestore Alcoa, un paio di anni fa). «Quanto sopra esposto va poi calato in una realtà lavorativa costituita in prevalenza da donne che vede quindi amplificare i problemi sopra descritti – spiegano i sindacati – Il Comune di Lucca e la direzione Asl Nord Ovest più volte interpellate non hanno mai dato risposte». Del resto i rapporti tra i vari soggetti interessati non sono buoni: il concessionario non parla col Comune perché non ha preso di buon grado la scelta dell’amministrazione di costruire parcheggi gratuiti nel raggio di 400 metri dal presidio (cosa che peraltro ha comportato un ticket più oneroso per gli utenti rispetto a quello degli altri tre nuovi ospedali). Dall’altro l’azienda e il concessionario non vanno d’amore e d’accordo per quel che riguarda gli scarsi introiti dei servizi di mensa e lavanderia, che non producono gli incassi sperati.
«Adesso basta – concludono i sindacati – porteremo il problema fuori dai confini di Lucca senza escludere ogni possibile iniziativa».
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