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Lucca

Chiusura sportelli Crl, l’appello dei sindacati

Chiusura sportelli Crl, l’appello dei sindacati

Tutte le sigle dei bancari si rivolgono a enti, amministrazioni, associazioni: «Fate sentire la vostra voce»

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LUCCA. Subisce un duro colpo la capillarità dell’ex Cassa di Risparmio di Lucca, oggi Banco Bpm. Sono le stesse sigle sindacali - Fisac Cgil, Fabi, First Cisl, Uilca Uil e Unisin - ad ammetterlo, e con grande rammarico. Tutte coalizzate nella battaglia contro le chiusure annunciate: in una prima tranche di 313 sul territorio nazionale, 38 riguardano la Toscana e 8 la nostra provincia, dove scompariranno le filiali di Castiglione Garfagnana, Fornaci di Barga, Ponte San Pietro e via Sant’Andrea a Lucca, Diecimo a Borgo a Mozzano, oltre a Vittoria Apuana a Forte dei Marmi e alle due di Viareggio (via Fratelli Cervi e il mercato ortofrutticolo). Il giorno della chiusura potrebbe essere il 30 giugno. Data ufficiosa, al momento, nella quale scatteranno anche le prime mobilità per i dipendenti: un prepensionamento legato al fondo accompagnamento al credito che interesserà, solo a Viareggio, sette addetti.

«Chiusure senza prospettiva - come spiega Carlo Moretti della Fisac Cgil della provincia di Lucca. Crl ha sempre fatto un vanto della sua presenza diffusa. Il risultato infatti, negli anni, è stato di un’estrema fidelizzazione. E negli ultimi tempi, anche se gli utenti hanno dovuto fare i conti con le code allo sportello, da parte del personale è rimasta un’estrema dedizione al proprio lavoro». Sarà difficile adesso far “ingoiare” alla clientela il trasferimento del proprio conto nell’agenzia più vicina, senza alternativa. Nei piani di Bpm oltretutto, come spiegano sempre i sindacati, c’è di mantenere inalterato il portafoglio clienti.

I tagli finora annunciati, iniziati dal centro Italia proseguiranno a breve nel nord: un piano di razionalizzazioni la cui ratio, sostengono sempre i sindacalisti, è dettata «dal segno meno della produttività delle singole agenzie territoriali», senza guardare al piano del servizio alla popolazione. Quanto al personale delle agenzie cancellate, il disegno sarebbe quello di far loro “seguire” i clienti nelle filiali in cui verranno trasferiti.

«Tutte le organizzazioni sindacali di Gruppo Banco Bpm - viene ulteriormente spiegato - sono impegnate a livello nazionale a Milano in un confronto con l’azienda per gestire le ricadute in termini di mobilità territoriale e professionale dei lavoratori coinvolti; sono evidenti le necessità di rinforzare gli organici delle filiali che dovrebbero ricevere i rapporti trasferiti dalle filiali in chiusura. Questo è quanto possibile dire sul piano sindacale, dopodiché occorrerebbe che le amministrazioni locali, enti e associazioni - invocano - facessero sentire la propria voce specie nel momento in cui con questi processi di riorganizzazione si rischia di impattare sul concetto di “universalità” di taluni servizi dei quali, nonostante l’innegabile e incontrovertibile spinta tecnologica, le banche non possono chiamarsi fuori».(b.a.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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