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«Segnaletica assente a Porta dei Borghi»
I commercianti si ribellano: «I visitatori sono disorientati. Non trovano indicazioni e noi siamo diventati punto di informazione»
LUCCA. Nessuna segnalazione turistica e tante altre problematiche nella zona nord di Lucca. Eppure è una delle più belle e attraenti, se non altro perché ospita una delle tre porte storiche di accesso alla città, ma anche la Porta dei Borghi, molto più antica, edificata in epoca medievale, tra la fine del XII e l’inizio del XIII secolo. Da qui si diramano le strade che portano ai monumenti, chiese, palazzi e musei più importanti di Lucca che, ahimè, purtroppo non sono assolutamente indicati nella zona, costringendo così i malcapitati turisti a rivolgersi ai commercianti del posto per sapere quale percorso intraprendere per raggiungere quell’edificio o quella pinacoteca che intendono visitare.
I negozianti della zona però sono esasperati, stanchi di dover continuamente fungere da ufficio informazioni. E delusi e amareggiati da quella che definiscono una gestione inadueguata dell’informazione turistica. «Questo è uno dei maggiori crocevia della città - spiega Alberto Bertini, titolare del bar Puccini all’incrocio tra via Fillungo e via Santa Gemma - dove ogni giorno transitano centinaia di persone che arrivano da fuori Lucca, ma qui si fermano con lo sguardo smarrito intorno e verso l’alto, all’inutile ricerca di un cartello che indichi il percorso da intraprendere per andare in piazza San Francesco, al duomo, all’Anfiteatro, al museo Puccini o alla torre Guinigi. E allora non resta che rivolgersi ai passanti o ai negozianti che si prodigano per esaudire le loro richieste. Non comprendono i motivi dell’assenza di indicazioni turistiche, e spesso chiedono perché al posto del punto informazioni segnalato sul sito, c’è un ristorante. Confesso che in quei momenti sono imbarazzato - aggiunge Bertini - e, come cittadino, arrabbiato per il modo in cui la mia città accoglie chi magari ha fatto sacrifici per venire a visitarla».
Tempo fa Bertini si era recato personalmente a Itinera, chiedendo mappe della città da distribuire ai colleghi della zona. «Viaggio inutile - commenta - la risposta fu che non potevano essere consegnate ai privati. Peccato che a fine anno a volte succede che scatoloni pieni di materiale informativo finsicano al macero. E allora perché non contattare noi che, in cambio della consegna, saremmo disponibili a partecipare economicamente?».
Il Tirreno è andato direttamente sul posto. Lo sguardo cade subito sotto porta dei Borghi: il palo che sosteneva i cartelli indicatori non si sa per quale motivo improvvisamente è stato abbattuto, segato al pari dell’asfalto. Secondo i commercianti dovrebbe essere ripristinato al più presto, anzi ne dovrebbe essere aggiunto un altro all’inizio di via Fillungo che indichi i punti di attrazione verso sud «altrimenti - dicono - ci organizzeremo noi stessi per posizionare grossi cartelli gialli e quando arriveranno i vigili vedremo cosa fare». Interviene Gianranieri Lenci, contitolare col fratello Riccardo dello storico negozio di calzature, che denuncia lo stato di abbandono della zona da parte delle istituzioni «che - dice - l’hanno trasformata in un luogo di serie B del centro storico, soprattutto dopo il trasloco del mercato di via dei Bacchettoni e la soppressione dei mercatini periodici. Per non parlare del trasferimento di VerdeMura, evento - precisa - a suo tempo voluto espressamente dai commercianti del quartiere per incrementare il flusso di cittadini e turisti. Ci hanno tolto anche questo, senza consultarci e mettendoci di fronte al fatto compiuto, scegliendo di concentrare gli eventi nella parte opposta della città dove, guarda caso, c’è anche la segnaletica turistica».
Furioso anche Fabrizio Falchi del negozio di ceramiche d’arte, che accusa le istituzioni di aver diviso in due la città, disinteressandosi della zona nord «che - dice - avrebbe molte potenzialità che i nostri amministratori sembrano però voler ignorare. A quale scopo non si sa - aggiunge - Lucca è una piccola realtà, ma ricchissima di luoghi e monumenti dislocati ovunque e può vantarsi di un’invidiabile tradizione di attività commerciali che operano anche in questo affascinante scorcio che non accetta di essere abbandonato a se stesso, ma chiede attenzione e rispetto. E se vogliamo che sia una città turistica a tutti gli effetti, la prima cosa da fare è agevolare il flusso dei visitatori offrendo servizi adeguati e occasioni per stimolare i turisti a intrattenersi anche in questa zona».
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