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Lucca

Antraccoli difende il suo parco “al Carratore”

Antraccoli difende il suo parco “al Carratore”

L’associazione I Fanucci si oppone al progetto di trasformare l’area verde in spazio per eventi e sagre

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LUCCA. «Non s’ha da fare il centro polifunzionale di Antraccoli. Non è necessario, soprattutto perché con la sua realizzazione scomparirebbe un ampio spazio di verde pubblico e a risentirne sarebbero i residenti che si vedrebbero privati dell’unica oasi verde della zona, meta ogni giorno di anziani e bambini che vengono a riposare o a correre tra l’erba. Se non se ne può fare a meno, allora bisognerebbe ripensare il progetto, indirizzandolo verso edifici dismessi o inutilizzati dislocati nei dintorni, ma qui proprio no, sottrarci questo polmone verde, sarebbe come strapparci una parte di cuore. E di tranquillità, considerando le difficoltà che nascerebbero sotto il profilo urbanistico, visto che la presenza di un nuovo edificio con tante attività porterebbe giorno e notte un aumento del traffico di auto e moto e addio pace per le famiglie che vivono intorno. Senza considerare che per arrivare all’area c’è solo l’accesso stradale da via di Picciorana. Le altre strade sono private o chiuse da cancelli». È un coro unanime quello che si leva tra molti abitanti di Antraccoli, sul piede di guerra per difendere l’integrità di quel terreno in località “al Carratore” di circa 14mila metri quadrati, finora adibito a spazio verde pubblico attrezzato, con giochi, panchine e alberi, sul quale l’amministrazione avrebbe deciso di realizzare una struttura per eventi ricreativi. Portavoce dei cittadini è l’associazione I Fanucci, nata dall’esigenza di salvaguardare la zona dal punto di vista paesaggistico e ambientale che, con il suo presidente Edoardo Martini illustra il caso. «Vogliamo sperare che l’amministrazione comprenda le nostre esigenze - spiega - e ripensi il progetto che, se fosse attuato, modificherebbe l’assetto della frazione di Antraccoli, causando non poche problematiche dal profilo ambientale e urbanistico». È il dialogo la richiesta al Comune degli abitanti e dei Fanucci. Dialogo iniziato un paio di mesi fa con un incontro con le assessore Serena Mammini e Valentina Mercanti che proseguirà oggi 10 maggio, quando una delegazione di cittadini sarà ricevuta dal sindaco. «Confidiamo nella sensibilità del primo cittadino e della giunta - prosegue Martini - affinché rispettino la volontà di tante famiglie che invece suggeriscono di riqualificare l’area dal punto di vista delle attrezzature e delle piante, molte delle quali, in caso della realizzazione della struttura, verrebbero abbattute».

Se non verrà cambiata la destinazione d’uso del terreno, gli abitanti si rendono disponibili a collaborare a un progetto di riqualificazione dell’area, prendendosi cura delle attrezzature e occupandosi della eventuale creazione di piccoli ecosistemi con la piantumazione di alberi e arbusti che potrebbero essere oggetto di percorsi didattici. I Fanucci, attraverso il Consorzio Toscana Nord con cui hanno preso contatti, si impegnano anche a collaborare al monitoraggio dei piccoli corsi d’acqua che attraversano la frazione, a tenerli puliti da rifiuti e erbacce. (r.l.)

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