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Lucca

A lezione con Galimberti poi il docente ha un malore

A lezione con Galimberti poi il docente ha un malore

Sala Tobino gremita ieri mattina per l’incontro dal titolo “La parola ai Giovani” Il professore è stato trasportato al San Luca per accertamenti e dimesso in serata

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LUCCA. Sala Tobino gremita ieri mattina per l’incontro a Palazzo Ducale con il professor Umberto Galimberti, 76 anni, docente universitario, filosofo e psicoterapeuta nonché collaboratore di Repubblica. Al termine della conferenza c’è stato però un momento di apprensione per il professore che ha accusato un lieve malore. A Palazzo Ducale è stata inviata un’ambulanza della Croce Rossa e Galimberti è stato trasportato all’ospedale San Luca per effettuare alcuni accertamenti. L’ambulanza, partita in codice giallo, è rientrata in codice verde. Dopo alcuni esami effettuati in pronto soccorso nella serata di ieri Galimberti è stato dimesso. Pare che già nella notte di martedì il docente si fosse sentito poco bene.

Il docente ha tenuto una vera e propria lezione di vita a giovani e meno giovani, docenti, studenti e cittadini, spaziando dalla filosofia alla letteratura, dai veri valori della vita alle sue conflittualità fino all'importanza dei sentimenti e degli affetti. L'occasione è stata data dall'incontro intitolato «La Parola ai Giovani» promosso dalla Provincia e dal Comune di Lucca, dall'associazione di promozione sociale Oikos, dal Cantiere Giovani, dal Centro territoriale per l'inclusione c/o Isi “N. Machiavelli”.

Tra una citazione in greco antico e un esempio di vita vissuta, tra un pensiero di Kant e di Hegel, e un riferimento al filosofo argentino contemporaneo Benasayag, Galimberti ha spaziato da un argomento all'altro parlando spesso, sotto varie sfaccettature, del difficile periodo dell'adolescenza, ma con l'obiettivo chiaro di far capire alla platea l'importanza della conoscenza, del sapere, dell'essere colti: «perché la povertà linguistica, ad esempio - ha detto - si traduce in povertà di pensiero e la povertà di pensiero produce danni. Se conosco posso scegliere in piena libertà. In ogni caso la conoscenza è la prima condizione per la libertà: non si è liberi se non si ha conoscenza».

Rivolgendosi agli studenti Galimberti ha chiesto loro di non essere mai passivi nell'approccio alla vita. «Il futuro è vostro, è nelle vostre mani - ha detto appassionatamente -, prendetevelo, siate attivi e consapevoli anche se viviamo in una società difficile, piena di contraddizioni e ostacoli dove la scuola fa quel che può».

Ma soprattutto Galimberti, riferendosi anche al rapporto con la famiglia, ha messo l'accento sul concetto di identità che «è un dono sociale, un concetto che gli altri conferiscono alla persona (la scuola, gli amici, il luogo di lavoro). L'identità è fragilissima ed è per questo che genitori e mondo della scuola non devono minare la formazione di questa identità che poi si traduce in autostima, personalità e determinazione ad affrontare le situazioni che la vita pone davanti». Dopo quasi due ore “lezione” il professor Galimberti ha risposto infine ad alcune domande poste dagli studenti e dalle persone presenti in sala Tobino.

(f.s.)

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