Il Tirreno

Lucca

Vendono sigarette senza licenza: nei guai imprenditori cinesi

di Gianni Parrini
Vendono sigarette senza licenza: nei guai imprenditori cinesi

La Finanza sequestra 50 chili di tabacchi in un bar. Al locale era stata revocata l’autorizzazione dei Monopoli

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LUCCA. Comprano il bar ma non la licenza per i tabacchi. E così finiscono nei guai: sequestrati 50 chilogrammi di sigarette in un locale gestito da imprenditori cinesi. Un’operazione interessante quella condotta dalla Guardia di Finanza di Lucca che, nel corso del monitoraggio del crescente numero di aziende rilevate e gestite da cittadini cinesi, ha portato al sequestro di mezzo quintale di sigarette. L’espansionismo degli imprenditori orientali è ormai un fenomeno conclamato anche nel nostro territorio: sono partiti con le aziende manifatturiere (come pelletterie e calzaturifici) e poi si sono allargati a bar, ristoranti, caffè e persino alberghi. Un fenomeno su cui le Fiamme Gialle svolgono una costante attività di controllo, monitorando il corretto adempimento degli obblighi di natura fiscale, amministrativa e doganale.

A mettere in allerta la compagnia di Lucca, diretta dal capitano Antonio Manselli, era stata una operazione dei colleghi di Prato che aveva portato al sequestro di sigarette di contrabbando arrivate dalla Cina e introdotte illegalmente in Italia, evadendo qualunque tipo di imposta. Per questi motivi è stata intensificata l’attività di vigilanza sulla vendita di tabacchi negli esercizi pubblici gestiti da cittadini cinesi e subito è saltato fuori un caso.

Martedì 20 marzo i militari della compagnia Guardia di Finanza di Lucca, dopo una preliminare attività di osservazione ed appostamento, hanno accertato che all’Euro Caffetteria di via della Madonnina, nella frazione capannorese di Santa Margherita, venivano vendute sigarette sebbene la licenza fosse stata revocata a tale esercizio pubblico. In pratica ce l’aveva il vecchio proprietario (che non poteva venderla), ma non il nuovo.

In questo caso, dunque, non si è trattato di sigarette di contrabbando, ma di tabacchi del monopolio di Stato venduti abusivamente, ovvero senza autorizzazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il cittadino cinese titolare dell’esercizio aveva acquistato, da rivendite autorizzate, rilevanti quantitativi di sigarette che poi rivendeva ai clienti del suo bar, ben consapevole del richiamo di clienti che costituisce la vendita di tabacchi.

La vendita di tabacchi senza autorizzazione è punita con ammenda da una norma che ormai risale a quasi ottant’anni fa. Si tratta dell’articolo 96 della 907 del 1942, aggiornata da una norma degli anni Cinquanta. In pratica la legge prevede che quando il quantitativo di tabacco nazionale supera i cinque chilogrammi, in aggiunta all’ammenda il colpevole è punito anche con l’arresto. Così del fatto è stata informata anche la procura di Lucca che ora valuterà il da farsi. Nell’attesa che l’ufficio requirente faccia le sue valutazioni i 50 chili di sigarette detenuti per la vendita dal cittadino cinese sono stati sottoposti a sequestro. Non è il primo caso del genere che si verifica in Lucchesia: poco tempo fa c’era stato un caso analogo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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