Il presidio
Migranti, passa il progetto Sprar a Borgo
Voto unanime del consiglio sulla nuova gestione dei rifugiati, che in paese passeranno da 45 a 25
BORGO A MOZZANO. Voto favorevole e unanime del consiglio comunale sulla clausola di salvaguardia necessaria a modificare i termini della gestione dei migranti. I Cas, centri d’accoglienza straordinaria, presenti sul territorio saranno sostituiti dal progetto Spar attraverso il piano nazionale di ripartizione dei richiedenti asilo. A Borgo a Mozzano i migranti scenderanno perciò da 45 a 25 e verranno gestiti dal Comune tramite una cooperativa individuata con bando pubblico. Una famiglia sarà ospitata a Corsagna, 12 ragazzi in località Socciglia, 9 nel capoluogo. I centri di Diecimo verranno invece chiusi. E proprio a Diecimo il Comune si era impegnato, l’estate scorsa, a mettere mano alla questione migranti in un’assemblea pubblica convocata nel piazzale della scuola elementare.
«Abbiamo portato avanti – spiega il sindaco Patrizio Andreuccetti – l’unica soluzione concreta per diminuire il numero di richiedenti asilo presenti sul territorio, una soluzione che permetterà una gestione più funzionale e controllata. Con lo Spar ospiteremo 25 persone che hanno già ottenuto lo status di rifugiato politico. Grazie al voto in consiglio comunale abbiamo dato un segnale forte, nella direzione di un sistema di accoglienza che sia più sostenibile sul territorio». Il gruppo di opposizione Andare Oltre, favorevole allo Spar, non ha nascosto però le proprie riserve: «Nel corso del consiglio – precisano i membri – abbiamo espresso voto positivo per l’applicazione della clausola di salvaguardia, considerando che, quanto presentato dall’amministrazione, per la prima volta, si avvicina a un progetto pensato e strutturato su questa tematica. Inoltre il sindaco ha rassicurato le nostre preoccupazioni sul possibile arrivo di ulteriori migranti anche se dovessero verificarsi nuove ondate emergenziali. Il dibattito nel nostro comune va avanti già da molto tempo e in alcuni periodi ha visto anche momenti di scontro con la cittadinanza. Questo perché, il percorso è stato mal gestito: inizialmente ha previsto l’inserimento di richiedenti asilo in piccole frazioni (come a Butia) senza confronto con la popolazione; successivamente si è assistito a un arrivo incontrollato di migranti, inviati dalla Prefettura in accordo diretto con i privati, soprattutto a Diecimo (dove è intervenuta anche l’Asl)». Finora secondo Andare Oltre, sarebbe mancata una programmazione chiara e un confronto sulla questione, nonché un monitoraggio complessivo: «Noi comunque vigileremo e manterremo un controllo attento su quanto promesso dall’amministrazione».
Chiara Lammari
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