Il presidio
«Toscana Pane: un grazie a Marchetti per l’impegno»
ALTOPASCIO. Toscana Pane: 31 posti di lavoro, dopo l’asta fallimentare, sono stati salvati. Ma resta il dramma di 17 persone rimaste senza lavoro. Sulla vicenda interviene il gruppo consiliare...
ALTOPASCIO. Toscana Pane: 31 posti di lavoro, dopo l’asta fallimentare, sono stati salvati. Ma resta il dramma di 17 persone rimaste senza lavoro. Sulla vicenda interviene il gruppo consiliare Insieme per Altopascio, per ringraziare il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale (ed ex sindaco di Altopascio) Maurizio Marchetti per la sua mobilitazione sulla vicenda.
«Ringraziamo Marchetti – scrive il gruppo consiliare – per avere dato le giuste notizie ed essersi impegnato per una vicenda complicata come questa, che ha una grande incidenza nel settore economico e produttivo della nostra comunità. Come aveva ben anticipato Marchetti, ha avuto ufficialmente esito positivo la vicenda del fallimento dell’azienda Toscana Pane, rilevata da una società importante di Prato che vuole continuare a produrre a Altopascio. Una soluzione per arrivare alla quale Marchetti, preso atto della latitanza e incapacità a ogni livello dell’amministrazione comunale di Altopascio a trovare spiragli e risultati, ha pensato soprattutto ai dipendenti dell’azienda e alla continuità produttiva, operando perché fossero garantiti entrambi. Oggi che 31 dipendenti, il cui futuro era a forte rischio, rientrano a pieno titolo nel ciclo produttivo, il gruppo consigliare di Insieme per Altopascio, contrariamente alla solita comunicazione fasulla del comune di Altopascio, inutilmente e continuamente enfatica, e che cerca di appropriarsi di meriti che assolutamente non ha, ci preoccupiamo delle 17 persone che non sono rientrate in questa prima “riassunzione. Per questo invitiamo, il neo consigliere regionale Maurizio Marchetti a continuare a occuparsi di questo problema, specialmente per quello che riguarda i dipendenti di Toscana Pane che non sono stati reintegrati. Ci auguriamo che sia il tempo e i successi commerciali a permettere naturalmente il ritorno al lavoro dei 17 dipendenti rimasti fuori, ma crediamo sia giusto rivolgere a loro un pensiero e un augurio di un futuro migliore».
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