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Broker a giudizio per truffa aggravata
Per l’accusa avrebbe fatto sparire 150mila euro ai suoi clienti. L’avvocato lo difende: nessun dolo, solo investimenti sfortunati
LUCCA. Truffa aggravata: alla sbarra un noto broker lucchese. È in corso di svolgimento al tribunale di Lucca il processo nei confronti di Lido Cei, 64 anni, attuale ceo di Idea Service, società di brokeraggio con sede a Lucca, regolarmente iscritta all'Ivas (l’istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) e specializzata nel rilascio di garanzia fidejussorie. Cei, che per quasi 40 anni ha lavorato in un grande gruppo assicurativo e vanta dei trascorsi nella politica locale, è stato portato in giudizio da tre fratelli originari della Piana: lo accusano di essersi intascato 150mila euro. Soldi che avevano dato al broker perché li investisse in fondi assicurativi del gruppo in cui lavorava in precedenza al fine di ottenerne un guadagno. Cosa che era già successa in passato, quando l’imputato aveva sempre fatto arrivare ai suoi investitori cospicue rendite, tant’è che tra il broker e i fratelli c’era un rapporto di fiducia e di amicizia ormai consolidato.
Stavolta invece, non è andata così: i soldi non sono tornati indietro e soprattutto non sarebbero stati utilizzati per fare investimenti nelle polizze del gruppo assicurativo in cui Cei lavorava in precedenza, prima di fare il broker in proprio. Ritenendo di essere stati ingannati, i tre fratelli hanno sporto denuncia all’autorità giudiziaria. I successivi accertamenti, che la procura ha affidato alla Guardia di finanza (già ascoltata in aula), avrebbero dimostrato che il denaro è transitato sui conti personali di Cei per poi finire altrove. E in pratica sparire. Da qui l’accusa di truffa aggravata.
I fatti in questione risalgono al 2014 e il processo è iniziato da tempo: alcuni testimoni sono già stati ascoltati in aula di fronte al giudice Simone Silvestri. Ieri era in programma una nuova udienza che però è stata rinviata per un impedimento del legale di Cei. Il prossimo appuntamento è fissato per il 27 giugno: sono previsti l’esame dell’imputato e la successiva discussione per arrivare a sentenza.
I tre fratelli sono difesi dall’avvocato Francesco Spina, mentre Cei si è affidato a all’avvocato Massimo Franchi: «Questo processo a mio parere non ha niente a che vedere con la truffa aggravata – spiega il legale dell’imputato – Il signor Cei ha preso del denaro per fare degli investimenti come ha sempre fatto in passato. Nei suoi 40 anni di attività ha sempre fatto guadagnare i suoi clienti e non mi risulta vi sia qualcuno che si è mai lamentato. Purtroppo questa volta non è stato fortunato: ha scelto polizze e obbligazioni di banche che non hanno prodotto le plusvalenze sperate. Si tratta in pratica di un investimento andato male ma che a mio giudizio non configura un’attività di dolo. Tra l’altro il mio cliente sta cercando di recuperare il denaro per restituirlo a queste persone, a cui è legato da un rapporto di amicizia ultradecennale».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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