Il presidio
Arresto a tempo di record per l'autrice della rapina in farmacia
Donna di 65 anni aveva minacciato la titolare con un cacciavite prima di fuggire, individuata in un'ora da carabinieri e polizia
Da cliente a rapinatrice in pochi attimi. E da donna libera all’arresto in meno di un’ora. La reattività della vittima da un lato, e la collaborazione tra polizia e carabinieri dall’altro, hanno infatti permesso di individuare in breve tempo la donna ritenuta l'autrice della rapina messa lunedì pomeriggio, tra le 16,30 e le 17, alla farmacia Tutino, sulla via Nuova per Pisa.
L’operazione che ha portato all’arresto di Maria Grazia Giorgetti, lucchese di 65 anni già ben nota alle forze dell’ordine, è stata condotta dai carabinieri del nucleo radiomobile agli ordini del maresciallo Riccardo Tramaglino e dagli agenti delle volanti guidati dal commissario Fabio Scalisi.
La rapinatrice, indossando una felpa grigia, con occhiali da sole a nascondere gli occhi e i capelli raccolti in un turbante rosa, si era presentata in farmacia come una normale cliente. Una volta al banco ha chiesto un farmaco, e sin qui tutto nella norma, ma al momento di pagare la donna non solo si è rifiutata, ma, tirando fuori un cacciavite a taglio, ha minacciato la titolare chiedendole di darle l’incasso. Una situazione che avrebbe intimorito quasi chiunque, ma non la farmacista, che si è opposta fisicamente alla rapinatrice riuscendo a farle cadere il cacciavite di mano. Nella colluttazione la farmacista si è anche ferita a una mano (otto giorni di prognosi per lei), ma è riuscita a sorprendere la rapinatrice che, a quel punto, ha abbandonato il cacciavite sul bancone e si è data alla fuga.
Ma a quel punto a non arrendersi è stata la farmacista la quale, seppur ferita, ha inseguito la rapinatrice fuori dal negozio, riuscendo a prendere il numero di targa della Toyota Yaris con cui la stessa si era allontanata a tutta velocità. Immediatamente è partita la chiamata ai carabinieri, e sul posto si sono recati i militari del Norm e della stazione di San Lorenzo in Vaccoli. I carabinieri hanno visionato le riprese e raccolto le testimonianze. Il primo passo è stato quello di partire dal numero di targa preso dalla farmacista, numero che, però, non corrispondeva a una Toyota come quella su cui era fuggita la rapinatrice, bensì a una Skoda. Facendo un percorso a ritroso, partendo invece dalla vettura, si è risaliti a una Toyota dalla targa quasi identica a quella registrata dalla vittima, e che differiva solo per un carattere che, evidentemente, nella concitazione era stato letto male.
Le pedine stavano andando al loro posto, anche perché quella vettura risultava intestata a una vecchia conoscenza, con diversi precedenti e “vicissitudini” analoghe a quelle di lunedì pomeriggio (e appena poche settimane prima era stata anche denunciata dai carabinieri di Pieve di Compito per il possesso di un coltello). Una volta diramati descrizione della rapinatrice e della vettura è stata decisiva un’intuizione degli agenti di polizia. L’indirizzo in cui risultava residente, lo stesso a cui si è arrivati attraverso i documenti della vettura, non era infatti lo stesso in cui la donna effettivamente viveva. Appena pochi giorni prima infatti la polizia aveva avuto a che fare con la donna, ed era andata al suo reale domicilio. A quel punto carabinieri e polizia si sono recati a colpo sicuro alla vera abitazione della donna. Fuori, parcheggiata, la Yaris con il motore ancora caldo. Dentro la donna che, inizialmente, ha finto sorpresa e negato ogni responsabilità. Ma la perquisizione ha portato a trovare quasi subito la felpa grigia, gli occhiali da sole e anche la borsa della donna immortalata dalle telecamere interne alla farmacia. Solo del turbante nessuna traccia, probabilmente perché gettato via dal finestrino durante la fuga.
La donna è stata così arrestata, ed è ora in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari.
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