Il Tirreno

Lucca

«Stanchi di subire alluvioni bisogna pulire il Serchio»

«Stanchi di subire alluvioni bisogna pulire il Serchio»

L’associazione “Uniti per l’Oltreserchio” da anni si batte per la messa in sicurezza del fiume e degli argini: «Con la vegetazione l’acqua non riesce a scorrere bene»

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LUCCA. «Bisogna intervenire nel fiume Serchio per pulire il letto ed eliminare la vegetazione altrimenti il flusso dell’acqua subisce dei rallentamenti e questo rappresenta un rischio oltre che un pericolo continuo per chi abita nel territorio dell’Oltreserchio».

A sollevare il tema durante l’appuntamento di ieri di Caffè Tirreno al circolo Arci di Sant’Alessio è stato Paolo Vannucchi, dell’associazione Uniti per l’Oltreserchio. Residente a Ponte San Pietro, nel 2009 anche la sua abitazione subì diversi danni a causa dell’alluvione. «La mia richiesta - spiega - è che si apra un dibattito serio in merito al fiume Serchio e alla sua “manutenzione” perché finora la sensazione che abbiamo avuto come comitato è quella di non essere ascoltati dalle istituzioni». Da anni infatti, l’associazione si batte affinché vengano effettuati degli interventi mirati alla messa in sicurezza non solo del Serchio ma anche dei rii minori. L’ultima richiesta, presentata alla commissione Ambiente della Regione Toscana insieme a 1.300 firme dei residenti dell’Oltreserchio, risale a poco più di tre mesi fa; nel documento il comitato ha sottolineato tre istanze ben precise: la risagomatura dell’alveo del fiume Serchio da Ponte a Moriano a Ripafratta, la messa in sicurezza dell’argine destro del torrente Cerchia e l’adeguamento della portata del rio Dogaia. Nel documento si legge anche che, «secondo il professor Nardi, presidente dell’Autorità di Bacino del Serchio nell’Oltreserchio, in caso di calamità se non verranno effettuati questi interventi, il rischio è che “le acque del fiume esondando possano raggiungere il livello di sei metri”».

La risagomatura, secondo il comitato, è resa necessaria anche perché «la forza delle acque in piena - si legge poi nel documento presentato in Regione - non riuscendo a erodere le estese zone coperte dalla vegetazione, scava maggiormente le aree lasciate libere minacciando le sponde e alcuni piloni dei ponti come a Ponte San Pietro». Inoltre, sempre per il comitato, «il taglio della vegetazione del letto del fiume recentemente eseguito dal Consorzio Toscana Nord, non ha risolto la situazione».

«La popolazione dell’Oltreserchio è stanca di subire alluvioni - si legge infine nel documento - chiediamo che il letto del fiume venga liberato da tutte le piante, senza asportare ghiaia ma semmai riposizionandola dove serve. Ma anche di realizzare aree di espansione e di creare un gruppo di volontari che potrebbero controllare lo stato del fiume».

Federica Scintu

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