Il presidio
Accesso aperto all’acquedotto
Probabilmente forzata da vandali la grata che chiude la terrazza del tempietto
CAPANNORI. Con un po’ di tentennamenti, tra una pioggia e l’altra, la bella stagione è finalmente arrivata. Tempo di passeggiate e, tra le mete più affascinanti della nostra zona, c’è senza dubbio quell’angolo ai piedi dei Monti Pisani in cui natura e architettura si incontrano. Stiamo parlando della “partenza” dell’acquedotto del Nottolini e della vicina sorgente delle Parole d’Oro. E, nonostante l’alternanza di sole e pioggia, che favorisce la crescita dell’erba, la zona delle sorgenti e, grazie anche all’impegno dei proprietari privati, buona parte del percorso tra le stesse e il Tempietto di Guamo, si presenta in ottime condizioni. Percorribile e senza troppe tracce di rifiuti che, spesso, l’inciviltà porta anche qui.
Tutto bene dunque, o quasi. Sì, perché pur presentandosi in condizioni migliori rispetto ad altre occasioni, il passaggio dell’inciviltà si fa sentire lo stesso. Due i casi da segnalare. Il primo riguarda il torrente che corre nella zona delle Parole d’Oro. Un’area pulita, come detto, ma con un’unica plateale eccezione: la presenza di un pezzo di tettoia in vetroresina nel letto del fiumiciattolo. Più preoccupante la seconda, forse una dimenticanza o, più probabilmente, un atto di vandalismo: la grata che chiude l’accesso alla terrazza del tempietto (e quindi allo stesso acquedotto del Nottolini) è infatti aperta. Non si tratta di un problema da poco, visto che quella grata serve innanzitutto a evitare pericolose bravate, impedendo l’accesso alla parte superiore dell’acquedotto con il rischio di brutte cadute.
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