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Giornata di vaccini al Fermi: scatta l’allarme dei genitori

Giornata di vaccini al Fermi: scatta l’allarme dei genitori

La protesta: «Iniziativa non comunicata in modo adeguato». Il dottor Tomasi: «Occasioni positive, da valorizzare»

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LUCCA. L’appuntamento con due mattinate di vaccinazioni all’interno delle sedi scolastiche (ieri, 3 maggio, all’Iti Fermi e il prossimo giovedì 10 in programma al professionale Giorgi) fa scattare la mobilitazione tra genitori, studenti e gruppo di Libera scelta vaccinale. Il primo appuntamento è andato in scena ieri: un’iniziativa concordata tra la dirigenza scolastica, nella persona del preside Massimo Fontanelli, e il servizio di Igiene e sanità pubblica dell’azienda sanitaria Nordovest, diretto dal dottor Alberto Tomasi, per offrire un punto vaccinazioni in via straordinaria, con i medici del servizio che si spostano verso gli utenti.

Ma in tempi in cui parlare di vaccini è molto delicato e nel pieno di scontri fra opposte vedute, l’iniziativa ha destato molta diffidenza tra le famiglie dei potenziali utenti. Infatti, l’aspetto che viene contestato in via prioritaria è la modalità di comunicazione, assente se non per la pubblicazione di un avviso sul sito istituzionale del Fermi.

«La referente scolastica dell’iniziativa era introvabile - spiegano dal gruppo Libera scelta -. È stata cercata da molti genitori ma è stato detto che si trovava a un congresso e che avrebbe risposto solo a quesiti inviati per posta elettronica. È stata troppo scarsa l’informazione su questa iniziativa. Nelle chat dei genitori sono passati messaggi di allarme: in molti non hanno mandato i figli a scuola, perché non si era capito di che tipo di iniziativa si trattasse, di quale progetto fa parte, a che titolo la scuola si trasforma in ambulatorio di vaccinazioni. La questione è delicata: non puoi fare una cosa del genere prima senza un’adeguata informazione alle famiglie. Alla fine quello che abbiamo saputo, lo dobbiamo all’interesse della componente studentesca, che è riuscita a parlare con la docente. Abbiamo saputo che chi voleva far vaccinare i figli doveva inviare un’autorizzazione scritta se sono minorenni, e munirli di libretto vaccinale. Ma chi assicurava che sarebbero stati fatti tutti i controlli medici del caso prima di fare le vaccinazioni?».

La chiarezza arriva dalle parole del dottor Tomasi. «Quella al Fermi è stata una bella iniziativa, e speriamo che si diffonda in altre scuole. Di fatto - spiega - al Fermi è partita l’anno scorso, dopo un’assemblea che facemmo con gli studenti nel periodo in cui l’allarme meningite era forte. Ci fu una buona partecipazione all’incontro ed emerse che molti ragazzi non erano vaccinato. E noi come servizio ci rendemmo disponibili a recarci noi a scuola per le vaccinazioni, evitando perdite di lezioni ai ragazzi e perdite di lavoro ai genitori per accompagnarli agli ambulatori. Facemmo un anno fa la prima mattinata di vaccini a scuola. Quest’anno l’iniziativa si è ripetuta e ringrazio la docente che è stata il nostro tramite. Tra l’altro l’Iti dispone di un’infermeria. Iniziative del genere, ad ogni modo, stanno prendendo campo in più parti d’Italia e se riusciamo a valorizzarle è meglio. Ribadisco che da parte di noi operatori la disponibilità a muoversi c’è, basta che le scuole abbiano spazi adeguati per ospitarci. Questa mattina (ieri, ndr) al Fermi eravamo in tre e avevamo portato anche il computer con il database dei vaccinati per aggiornarlo con le vaccinazioni che abbiamo eseguito. Sono state tre ore molto intense: abbiamo vaccinato 30 persone, tra cui venti docenti e dieci studenti. Vaccinazioni contro il tetano, la meningite, il richiamo della polio per chi ne era scoperto».

Il preside Fontanelli ribadisce che «abbiamo accolto un’offerta dell’Asl di una quantità di vaccinazioni gratuite: non si trattava dei vaccini obbligatori, ma di quelli contro meningite e tetano. Personalmente non mi trovato a scuola, però posso dire che la comunicazione è stata fatta anche dal personale docente e non docente. Ad ogni modo verificherò: né l’anno scorso né quest’anno abbiamo ricevuto lamentele. E comunque era facoltativo partecipare».

Barbara Antoni



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