Il presidio
Valserchio investe 8 milioni e triplica il suo stabilimento
L’azienda ha 65 dipendenti e un fatturato di 34 milioni Il nuovo progetto: alta tecnologia e rispetto dell’ambiente
CASTELNUOVO GARFAGNANA. Primi passi per il progetto dell’azienda Antica Valserchio.
Un investimento da 8 milioni di euro per la crescita di una eccellenza industriale a Castelnuovo che ha presentato il progetto industriale che vedrà lo spostamento dell’attuale azienda alla ex tintoria, nella zona industriale del capoluogo.
Un momento importante per la famiglia Bertolani, da sempre titolare dell’azienda, storico secondo il sindaco Andrea Tagliasacchi che ha presenziato all’avvio del cantiere. «Un nuovo segnale positivo per Castelnuovo – dice il sindaco – assieme a tanti altri lavori e progetti che prenderanno il via in questi mesi. È il momento di guardare con grande ottimismo al futuro».
Sarà un lavoro di squadra quello che prenderà il via nelle prossime settimane. Impegnate tante altre realtà del territorio come la ditta Bosi Picchiotti, Davini Prefabbricati, Idea Luce e Angelo Impianti. Presenti all’avvio dei lavori i rappresentanti della famiglia Bertolani, dal presidente Pierluigi Bertolani al direttore Alessandro al vicario Massimo. Con loro i progettisti dello studio tecnico Tecnè, l’ingegner Francesco Simonetti Cenami e l’ingegner Massimo Bottega, oltre agli altri tecnici e professionisti che seguono a vario titolo il progetto.
Dal tessile manuale artigianale all’industria con tecnologia, l’Antica Val Serchio si è evoluta col tempo e adesso ha deciso di non delocalizzare, ma di restare e investire sul territorio, con un ritorno importante sul piano occupazionale: attualmente sono 65 i dipendenti, quasi tutti della zona e con un’età media bassa, circa 34 milioni di euro il fatturato e un’altra sede nel pratese.
Da un protocollo sottoscritto con la Regione, nascerà un nuovo indirizzo scolastico tessile presso l’Iti Vecchiacchi e di Castelnuovo con conseguente formazione di personale del posto.
Il cantiere vedrà un primo traguardo a fine gennaio 2019 quando sarà per allora installata nel nuovo stabilimento la parte meccanica e industriale. Due anni per il completamento dei lavori comprensivi anche del trasferimento degli uffici di produzione e amministrativi, oltre alle varie aree comuni.
«Passiamo da un’area 2.500 metri quadrati a una di quasi 8.000 (7.800, per l’esattezza, ndr) all’interno di un lotto da 23.000 – spiegano i componenti della famiglia Bertolani –. Nel nostro progetto è molto forte la sostenibilità ambientale e quella sociale. Puntiamo su una scelta di sviluppo tecnologico della proposta produttiva». «Costruiremo un’azienda moderna secondo i dettami del progetto governativo Industria 4.0 – spiega il ceo Michele Langone – principi che seguiamo non solo per i benefici fiscali che otterremo, ma anche per avere un’azienda dinamica ed efficiente». «Stiamo parlando di un’azienda che è un’eccellenza nei prodotti fatti a mano, non possiamo che essere estremamente soddisfatti di una operazione così importante», chiosa Tagliasacchi.
IL PROGETTO. IL nuovo edificio avrà una superficie di 7.800 metri quadrati e si trova all’interno di un lotto di circa 23.000 di superficie. Al suo interno verranno realizzate diverse aree funzionali: area produttiva, con una superficie totale di circa 5.700 metri quadrati, predisposta inizialmente per 24 telai meccanici e con possibile futura espansione a ulteriori 18 telai meccanici e 16 manuali; per uffici di produzione e amministrativi 1.200 metri quadrati; per aree comuni con ingresso, showroom, archivio storico e spazio polifunzionale per riunioni, lezioni e conferenze, 700. Fiore all’occhiello degli impianti meccanici sono le due sale tessitura 4.0 che saranno dotate di sistema di climatizzazione e filtrazione aria a circuito chiuso con distribuzione in prossimità di ciascuna macchina di tessitura al fine di garantire le ottimali condizioni termo igrometriche e pulizia dell’aria per la produzione di tessuti di altissima qualità.
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