Il Tirreno

Lucca

Una strada ad altissima pericolosità

Una strada ad altissima pericolosità

Due anni fa un dramma fotocopia costato la vita a un’altra coppia

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BORGO A MOZZANO. I fiori parlano. Di certo lo fanno quelli che, qua e là, spuntano lungo i guardrail o sui bordi della via Lodovica. Quei fiori raccontano di vite spezzate lungo quella striscia di asfalto, così comoda per muoversi dalla Piana fino alla Valle, ma anche così pericolosa. L’elenco delle tragedie che hanno avuto per teatro la strada è lungo, ma su tutte spicca, per le sue analogie con il dramma di ieri, lo scontro che nel luglio del 2016 ebbe come sempre Borgo a Mozzano come teatro. Anche a perdere la vita furono moglie e marito: Virgilio Doretti, di 68 anni, e la moglie Fulvia Fava, di 64.

I due, insegnanti in pensione originari della Lombardia, ma 26 anni residenti a Castelnuovo Garfagnana, stavano percorrendo la Lodovica in direzione Lucca. Erano in sella a una moto Honda, diretti al porto di LIvorno dove avrebbero dovuto imbarcarsi sul traghetto per la Sardegna quando, all’altezza dell’incrocio che porta al centro di Borgo a Mozzano, il loro mezzo si scontrò con una Fiat Multipla. Un impatto tremendo, che non lasciò scampo a moglie e marito, morti sul colpo.

Un incidente che, allora come oggi, sollevò il tema della sicurezza di questa strada, senza trovare però risposte. Un problema che, parzialmente, fu alleviato anni fa con la stesura di un nuovo tratto di asfalto drenante. Prima di allora, tra buche e asfalto a bassa aderenza, gli incidenti, anche gravi, erano all’ordine del giorno, in senso letterale. E se qualcosa è migliorato resta però la percezione, per non dire le fredde statistiche, che molto resti ancora da fare per ridurre i rischi. In particolare nella zona dell’incidente di ieri, con quella strada divisa in due in base alla direzione di marcia, e con quelle corsie a tratti raddoppiate che possono indurre anche sorpassi e velocità inopportune. Nello specifico, per la semicurva costata la vita ai coniugi Belluomini, si era parlato dell’ipotesi di semafori lampeggianti per avvisare della pericolosità di quel tratto.

Così come sono rimaste senza seguito altre richieste avanzate anche dall’amministrazione di Borgo a Mozzano: «Innanzitutto, la cosa più importante, è che ci tengo a esprimere la mia vicinanza alle famiglie delle vittime di quest’incidente e a tutte le persone coinvolte – esordisce il sindaco di Borgo Patrizio Andreuccetti – non voglio commentare il singolo episodio senza conoscere la dinamica di quest’incidente, però resta il fatto che quel tratto è pericoloso, e lo abbiamo segnalato nel 2015 e nel 2016. Avevamo anche chiesto l’installazione di un autovelox, ma non abbiamo mai ricevuto risposta». (l.m.,l.s.)

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