Il Tirreno

Lucca

Un posto per tutte, subito sarà difficile da trovare

di Barbara Antoni
Un posto per tutte, subito sarà difficile da trovare

Nella trattativa con i sindacati e privati, il Comune si dà il termine di un anno Del Chiaro: «Alcune aziende si sono già dichiarate disponibili ad assumere»

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LUCCA. Quattro incontri in un ristretto spazio temporale per mettere a punto il protocollo con le strategie per riassorbire il personale attualmente in forza a Villa Santa Maria, destinata a chiudere il 30 giugno: le lettere di licenziamento, si sa, sono già arrivate. «Abbiamo inviato ai sindacati una lettera proponendo quattro date, fra il 4 e l’11 maggio, per quattro incontri nei quali definire il protocollo con i privati che gestiscono appalti di servizi per l’amministrazione comunale per ricollocare i dipendenti della Rsa Villa Santa Maria. È il modo con cui cerchiamo di far incontrare domanda e offerta di lavoro, con l’obiettivo di rendere la vicenda il più indolore possibile».

Così Lucia Del Chiaro, assessora al sociale del Comune di Lucca. Difficile dire al momento se nell’immediato si troveranno le condizioni per ritrovare un’occupazione a tutti e 52 i dipendenti (con diverso inquadramento professionale, fra oss, infermieri e altro) della Rsa destinata a chiudere per importanti lavori di ristrutturazione (costeranno due milioni, secondo le stime). Dipendenti che come noto sono per la stragrande maggioranza donne, ciascuna con situazioni familiari diverse, alcune delle quali sole a portare avanti anche i figli oltre se stesse. La possibilità di trovare per loro una ricollocazione, continua l’assessora Del Chiaro, «dipenderà dal tipo di professionalità richiesto e per alcune dalla voglia di reinventarsi in ruoli anche diversi da quello rivestito a Villa Santa Maria: siamo disposti a offrire corsi di riqualificazione professionale. Una pagina dolorosa - ammette -. All’ultimo incontro avuto con i sindacati e i privati che lavorano per il Comune da parte di alcuni di questi ultimi sono iniziate ad arrivare le disponibilità ad assorbire alcune figure, anche subito».

Ma subito non ci sarà posto per tutte. «Il nostro obiettivo - aggiunge infatti l’assessora - è stabilire relazioni tali che nell’arco di un anno i privati con cui stiamo parlando possano impegnarsi ad attingere alle attuali operatrici di Villa Santa Maria per bisogni di personale che si manifesteranno da qui a un anno di tempo, visto che la Naspi dura due anni. Speriamo di fissare gli incontri molto presto».

Alla buone intenzioni del Comune si sposa però la preoccupazione forte dei sindacati e delle lavoratrici. «Ci siederemo al tavolo con il Comune - afferma il sindacalista della Filcams Cgil Michele Massari -, ma su quello che dice il Comune vogliamo garanzie, possibilità più stringenti e concrete sui posti di lavoro. Occorrono patti veri, con impegni reali. Del resto è per le decisioni del Comune che siamo in questa situazione. È il Comune che ha deciso i tempi di chiusura della Rsa: che l’edificio versava in queste condizioni strutturali si sapeva da lungo tempo. Ora davanti a una proposta non ci possono dire “prendere o lasciare”. Ci vuole, lo ribadisco, un patto chiaro e valido, scritto in italiano e non con giri di parole. Vorrei inoltre far notare - aggiunge - che non ci sono solo le 52 dipendenti di Villa Santa Maria. C’è ancora da ricollocare personale da Monte San Quirico e dalla Pia Casa, circa dodici persone in totale».

Senza dimenticare i trenta anziani ospiti di Villa Santa Maria, che saranno trasferiti nella seconda metà di giugno: per la maggior parte troveranno posto alla Pia Casa (in numero di 26, risulterebbe), alcuni a Monte San Quirico e alcuni a Marlia. Un altro capitolo doloroso, quello del loro trasferimento, che si somma a quello del lavoro perduto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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