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La Lega detta la linea: «Nel 2019 restiamo uniti»
Stoccata di Simonini a Puglia e al suo movimento: cerca la divisione E non esclude che il Carroccio possa presentarsi da solo visti gli ultimi exploit
BARGA. Sì all'unità del centrodestra, no alle tentazioni di liste civiche che potrebbero erodere voti ai moderati. La Lega, forte del successo elettorale del 4 marzo scorso (in molti comuni, il partito di Salvini è stato il secondo partito più votato) chiama all'appello Forza Italia, Fratelli d'Italia e tutte le forze di centrodestra per organizzare un percorso unitario che porti a scelte condivise. Il segretario locale della Lega, il consigliere provinciale Simone Simonini, è chiaro e senza giri di parole detta la strategia: «Siamo ben disposti a presentarci uniti per le amministrative in vista del corposo numero di comuni che andranno a scadenza il prossimo anno. L’unica chiave possibile dal nostro punto di vista, come dichiarato da sempre è l’unità del centrodestra, intesa a livello partitico». Un clima da “volemose bene”, nonostante lo stesso Simonini, anche recentemente, abbia assunto posizioni contrastanti con i partiti moderati su temi come sicurezza, immigrazione e ambiente. Però, per l'appunto, la “ragion di Stato” di un cartello da porre in atto da qui entro la scadenza di fine anno, porterebbe tutto nel dimenticatoio: «Purtroppo - prosegue il segretario -, gli schierati di partito in maniera ufficiale non sono tanti, ma sono molti gli esponenti riconosciuti di centrodestra, che in realtà in questi anni non hanno fatto altro che dividere l’elettorato».
E non mancano le stoccate a Mario Puglia e la sua lista, vista da tanti come deflagrante per il centrodestra, alla luce dell'appeal che il sindaco di Vagli ha nell'elettorato moderato, e non solo: «Con obiettività sarà sicuramente più facile presentarsi nei comuni con una maggiore popolazione ma al contrario di altri nuovi movimenti alla ricerca di divisione nei comuni più grandi, il nostro obiettivo sarà andare a governare anche in quei comuni montani, dove, in molti, oggi si cerca come escamotage la fusione». I movimenti e le trattative sottobanco sono iniziate: «Siamo già a lavoro nei piccoli comuni dell’alta Garfagnana, dove visto il corposo numero di preferenza a livello nazionale, le persone ci chiedono una presenza più attiva e liste targate Lega. Non escludiamo infine, pur rispettando i lavori dei singoli partiti sul territorio, di presentarci da soli là dove non si trovi alternativa di coinvolgimento». La geografia politica della Valle, non lascia adito a interpretazioni: da Valdottavo a Pieve San Lorenzo il centrosinistra, e il particolare il Pd, la fanno da padrone. Anche se le ultime politiche hanno ribaltato ogni scenario ogni scenario.
Nicola Bellanova
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