Il presidio
Scatta la petizione per non chiudere la scuola primaria
BAGNI DI LUCCA. Ci sono 190 firme sotto la petizione in cui si chiede che non venga chiusa la scuola di San Cassiano di Controne. Sul terreno del plesso sono in corso controlli disposti dal Comune...
BAGNI DI LUCCA. Ci sono 190 firme sotto la petizione in cui si chiede che non venga chiusa la scuola di San Cassiano di Controne. Sul terreno del plesso sono in corso controlli disposti dal Comune per accertare se l’edificio sorga in un’area a forte rischio frane. I carotaggi sono in corso e se l’esito confermasse il pericolo per la scuola primaria non ci sarebbe scampo: sarebbe chiusa e i bambini dovrebbero essere trasferiti nella nuova scuola alla Scesta, quando sarà pronta. Nelle settimane scorse il gruppo di opposizione in consiglio, Progetto Rinascimento, ha raccolto firme tra i residenti delle zone montane che chiedono di non chiudere il plesso di San Cassiano e ieri la consigliera Giulia Mariani ha consegnato in Comune la petizione, accompagnata da una lettera al sindaco, Paolo Michelini.
«Nel rispetto di ogni scelta politica che spetta alla sua amministrazione, intendo presentare un’iniziativa del paese di San Cassiano e seguita dai paesi limitrofi, rimasta all’interno delle principali frazioni interessate - scrive Mariani -. Le firme che allego dettano un messaggio preciso: attirare l’attenzione su una questione importante come quella dei servizi per la montagna. Si parla nello specifico della decisione di accorpare le scuole di San Cassiano, Scesta e Fabbriche di Casabasciana in un unico plesso sito a Scesta. Si chiede di poter valutare la situazione effettiva in merito alla sicurezza della scuola di San Cassiano, di aspettare gli esiti del monitoraggio geologico e poter prendere in considerazione la possibilità di effettuare interventi migliorativi sull’edificio medesimo».
Per Mariani, chiudere la scuola di San Cassiano sarebbe togliere un polmone alla Controneria: «La montagna senza servizi muore. Pensiamo anche ai disagi che porta la diluizione del servizio postale: la posta è consegnata ogni tre giorni e i giornali arrivano sfalsati».
Emanuela Ambrogi
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