Il Tirreno

Lucca

Rally, mai partita l’inchiesta sportiva

di Luca Tronchetti
Rally, mai partita l’inchiesta sportiva

Per i morti nel “Città di Lucca” l’Aci-Csai non ha effettuato alcuna indagine istruttoria eludendo il regolamento

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LUCCA. Sono passati quasi sei anni dal terribile incidente alla quarantasettesima edizione del rally Città di Lucca che costò la vita al pilota Valerio Catelani e alla navigatrice Daniela Bertoneri. Il processo - che vede alla sbarra 11 persone, tra equipaggi dei bolidi e responsabile della sicurezza della corsa, accusate a vario titolo di omissione di soccorso e omicidio colposo - è ormai alle battute conclusive. La pubblica accusa ha chiesto oltre 16 anni complessivi di reclusione per tutti gli imputati, le prossime udienze sono state calendarizzate nel mese di maggio con gli interventi di consulenti, parti civili e pool difensivo e, probabilmente a giugno o comunque prima delle ferie giudiziarie, arriverà la sentenza di primo grado. Sin a qui, la parte giudiziaria della tragica vicenda. Ma quella di natura sportiva? Siamo a zero. Già, ci sono state due vittime e la procura federale dell’Aci-Csai di Roma a ieri mattina non aveva battuto ciglio. Eppure il sostituto procuratore Elena Leone sin dall’inizio dell’inchiesta aveva sollecitato la Federazione Sportiva Automobilistica (Aci-Csai di Roma) di inviare la documentazione acquisita attendendo l’esito dell’inchiesta prevista dall’organismo nazionale in caso di gravi incidenti. Infatti al punto 2.6 il regolamento Csai indica che: «ogni incidente, sia auto che kart, che comporti lesioni mortali o gravi dovrà essere oggetto di un rapporto da inviare alla sottocommissione sicurezza ed alla segreteria Csai, che ne curerà la trasmissione alla FIA, redatto da un Comitato, all'uopo immediatamente insediato, composto dal Commissario Sportivo Delegato, dal Commissario Tecnico Delegato, dall’Addetto alla Sicurezza, dal Medico di Gara, dal Direttore di Gara». Cosa è accaduto? La documentazione richiesta dalla procura è stata inoltrata, ma l’inchiesta eticamente e moralmente doverosa e oltretutto richiamata dal regolamento Csai non è stata espletata dal procuratore federale. L’Aci-Csai non ha ritenuto di effettuare alcuna istruttoria in seguito all’incidente costato la vita il 22 luglio 2012 a due giovani piloti nel rally Città di Lucca. Non solo. L’organismo, che dovrebbe garantire trasparenza, correttezza e regolarità delle competizioni e far luce su eventuali guasti ed errori, ha ritardato l’inoltro della documentazione ufficiale sino alla fase conclusiva del processo. Un comportamento che stride e molto a livello etico e morale anche in considerazione dei lutti derivanti dalla gara ufficiale.

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