Il presidio
Quasi pronto l’accordo da firmare con Airbnb
LUCCA. L’accordo, nelle sue linee di massima, è già pronto. La delibera per modificare il regolamento della tassa di soggiorno è già passata in giunta e ora c’è “solo” da limare le clausole del...
LUCCA. L’accordo, nelle sue linee di massima, è già pronto. La delibera per modificare il regolamento della tassa di soggiorno è già passata in giunta e ora c’è “solo” da limare le clausole del protocollo da firmare con Airbnb, il portale Internet che permette di affittare immobili per vacanze direttamente da privati.
«È necessario - spiega l’assessore Stefano Ragghianti - perché c’è una parte del mondo dei turisti che ci sfugge». Il punto essenziale è far sì che anche a chi trova un alloggio con questi portali sia fatta pagare l’imposta di soggiorno. L’accordo prevede che questo venga fatto al momento della prenotazione e che poi Airbnb riversi l’importo al Comune. «Ferma restando - precisa Ragghianti - la necessità di ricevere la dichiarazione da parte di chi esercita questo tipo di attività».
Non c’è una condanna di questo tipo di ricettività che anzi, dice l’assessore, «è un fenomeno non negativo, che crea un’economia della città, Ma serve qualità nel servizio e legalità, a partire dall’imposta di soggiorno. Noi abbiamo degli strumenti di controllo ed è bene che chi si pone fuori dalle regole sappia che l’attenzione su questo fenomeno c’è. Soprattutto se si parla di chi non lo fa solo per i giorni dei Comics, ma in maniera abituale. Questo sviluppo va redistribuito su tutta la città». Nella partita c’è anche il tentativo di stipulare un accordo simile con Booking,com, altro portale di prenotazioni online. Che, però, al momento sembra piuttosto refrattario a questa proposta: «Ci sono altre città più grandi - dice Ragghianti - che ci stanno provando. Speriamo che possano aprire la strada anche per noi».
A fine del 2017 il consuntivo della imposta di soggiorno è positivo, con la cifra di 747.333 euro che è entrata nelle casse del Comune, contro i 679.000 euro del 2016, e con un numero di dichiarazioni in costante crescita.
Sull’utilizzo di questi fondi Ragghianti spiega che ci sarà il tentativo di destinarli maggiormente a scopi turistici rispetto a quanto fatto fino ad ora. Comprendendo, all’interno di questo ragionamento, anche l’attività di promozione. (l.c.)
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