Le istituzioni a fianco di Mario Ciancarella
Tambellini e Menesini firmano la petizione per chiedere il reintegro nell’aeronautica militare
LUCCA. Sono tutti pronti a testimoniare che l’impegno di Mario Ciancarella non è mai venuto meno da 35 anni a questa parte. Lo sono gli amici, i cittadini, le istituzioni e lo è la famiglia e, con loro, le oltre mille persone che sono scese in campo firmando la petizione online a suo favore. A lanciarla su change.org, è stato Raffaello Martini dopo la richiesta del Tar di Firenze di fornire le prove per giustificare il tempo trascorso per arrivare in giudizio e chiedere il reintegro nell’Arma dell’Aeronautica, di cui Mario faceva parte all’inizio degli anni 80. Era il 1983 quando il capitano Ciancarella venne radiato con la comunicazione di un decreto presidenziale mai notificato. Dopo dieci anni di richieste, ottenne la copia del decreto recante la firma falsa del presidente Sandro Pertini, come accertato dal tribunale di Firenze nel 2016. Un’odissea che sembrava aver preso una direzione precisa, fino a quelle parole del giudice del Tar: «Il comportamento complessivo di Ciancarella in tutti questi anni sembrerebbe comunque incompatibile con la volontà di voler opporsi al procedimento».
Da qui, l’idea della petizione «nata – spiega Raffaello Martini - per solidarietà nei confronti di Mario Ciancarella e per difendere la verità e la giustizia». Ad affiancarlo in questa battaglia, anche le istituzioni. «Sono sindaco da sei anni – dichiara Alessandro Tambellini - ma conosco la vicenda di Ciancarella da cittadino. Sono prontissimo a testimoniare in qualunque modo, in qualunque momento e in qualunque caso che l’attività di Ciancarella per ottenere verità su una vicenda molto complessa della storia del nostro Paese non è mai venuta meno, ma anzi è stata una ricerca costante che, probabilmente, avrebbe fiaccato la determinazione di molti, ma non la sua».
Una posizione ribadita anche dal presidente della Provincia, Luca Menesini «pronto a testimoniare la lotta che Mario Ciancarella ha, in questi anni, sostenuto. Come uomo delle istituzioni che ha giurato fedeltà alla Costituzione e alla legge dello Stato, sono profondamente convinto che debba essere fatta giustizia». Per questo, come ha ribadito il presidente del Consiglio comunale, Francesco Battistini, in occasione della visita di Sergio Mattarella a Lucca, è stata consegnata al Presidente della Repubblica una lettera di Ciancarella. «Mario e la sua famiglia hanno tante carte da portare al Tar che dimostrano l’impegno di questi anni – aggiunge Cecilia Carmassi - ma sappiamo che un’intera città è stata testimone della costante richiesta di verità e di giustizia che ha portato avanti in questi anni». Quella che ha vissuto da vicino anche Don Alessandro Bertolacci, a partire dalle udienze al tribunale militare di La Spezia. «Pensando a quegli avvenimenti e a ciò che Ciancarella ha dovuto combattere – conclude - dopo che finalmente la verità è venuta alla luce, dovrebbe fino in fondo essere reintegrato in quello che lui ha sempre sognato di fare».
Flavia Barsotti
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