Il Tirreno

Lucca

Corbijn si racconta alla lezione al Centrale «Oggi farei il pittore»

di Nicola Nucci
Corbijn si racconta alla lezione al Centrale «Oggi farei il pittore»

Il fotografo delle rockstar al Lucca Film Festival riceve anche il premio alla carriera. Applauditissimo dal pubblico

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LUCCA. «Oggi non farei più il fotografo ma il pittore». Anche se le immagini e i video di Anton Corbijn, fotografo, videomaker e regista di culto, sono già foto “pittoriche”, vere e proprie opere d’arte. Dai ritratti in bianco e nero dei grandi della musica rock che l'hanno reso famoso a livello internazionale alle storiche collaborazioni con U2, Depeche Mode, Joy Division e Nick Cave (tra gli ospiti al prossimo Lucca Summer Festival).

Elencare le celebrità musicali, del mondo dello spettacolo e della moda da lui ritratte o le copertine di famose riviste musicali, inevitabilmente rischia di far incorrere nella “vertigine della lista”, come la chiamava Umberto Eco.

Una platea gremitissima e incuriosita (tanti giovani e musicisti in sala) hanno assistito ieri mattina, 9 aprile, al cinema Centrale all’incontro organizzato dal Lucca Film Festival alla presenza di Alessandro Romanini ed Enrico Stefanelli, direttore artistico di Photolux. Assente giustificato Mimmo D’Alessandro, patron del Summer Festival, impegnato nel tour di Bob Dylan.

L’incontro si è svolto dopo la proiezione di “Control”, sulla controversa figura di Ian Curtis, leader dei Joy Division, pellicola in bianco e nero del 2007 che ha messo il talento polidiedrico di Corbjin anche dietro la macchina da presa, sono stati proiettati anche suoi alcuni videoclip.

«Per quei tempi i miei lavori erano molto progressisti e coraggiosi. La mia rabbia nasceva dal fatto di ascoltare della musica meravigliosa rovinata da clip orrende e che non rendevano per immagini il giusto. Ai tempi non avevo nemmeno tanto budget ma ho continuato per la mia strada. Adesso sono molto più affascinato dalla pittura e tra poco mi trasferirò ad Amsterdam: l’Europa ha da regalare molto di più degli Stati Uniti», spiega il fotografo di fama internazionale. Il suo stile ha connotato alcuni storici video negli anni Ottanta, poetici, visionari e black & white quando imperava il colore e il luccichio di Mtv. A quasi trent’anni ha lascito la piccola Strijen in Olanda per vivere la Londra della New Wave, unendo come pochi tutte le forme d’arte, dalla foto al video al grapic design.

A Lucca in occasione della lezione di cinema ha svelato il progetto di un nuovo film (dopo the American, La Spia e Life). «Un film tratto da una storia vera negli anni Quaranta in Florida su un leader che è stato una icona contro il razzismo prima di Martin Luther King, di più non posso dire. Poi un libro fotografico di autoritratti a partire degli anni Duemila e poi sto seguendo il tour degli U2, The Joshua Tree, per un progetto documentaristico» ha detto l'artista olandese che ha ricordato anche Kurt Cobain (forse l'ultima icona del rock) «come una persona eccezionale, una persona tra le più dolci con la quale abbia mai collaborato. Mi è dispiaciuto tanto poi avere rifiutato altri lavori futuri per lui».

Poi in serata il red carpet al cinema Astra per ritirare il premio alla carriera e la proiezione del film Life sul forte legame di amicizia fra il fotografo della rivista Dennis Stock e l’attore James Dean.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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