La pipì “vietata” passeggiando sulle Mura
Servizi igienici chiusi nella fascia del pranzo; aperti a orario ridotto nella giornata. Ragghianti: «Stiamo facendo controlli»
LUCCA. È bene premunirsi di andare in bagno prima di affrontare una passeggiata sulle Mura: trovare una casermetta aperta con i servizi igienici disponibili rischia di essere un terno all’otto. Nella fascia oraria del pranzo (dalle 13 alle 15), invece, è una sicurezza: sono tutte chiuse. L’unica salvezza può essere rappresentata dal ristoro nella casermetta San Salvatore: ma il giro di Mura misura oltre quattro chilometri e se il bisogno impellente scatta a qualche chilometro di distanza, l’alternativa è una sola: c’è da correre.
Non è ironia, purtroppo. Nelle targhette in plexiglas affisse di recente dall’Opera delle Mura a fianco dell’entrata nelle singole casermette (non a tutte, ancora) ci sono specificati gli orari di apertura dell’edificio e quindi anche dei bagni pubblici che si trovano al loro interno.
E così, per citarne alcune, alla casermetta di Porta Santa Maria, sede del Circolo del Bridge e dell’associazione Cesare Viviani, è riportato che l’accesso ai servizi igienici è fruibile da lunedì a domenica in orario 15-19 e da lunedì a venerdì dalle 20,30 a mezzanotte e mezzo, ed è la casermetta più aperta. A quella sul baluardo San Martino (già studio del maestro Giannetto Salotti, poi, dopo il bando, del Teatro del Carretto che l’ha appena lasciata) di indicazioni di apertura non ce ne sono. L’orario di apertura della casermetta Santa Croce (attuale Casa delle Sette Arti) l’orario di apertura e 16-20 il lunedì e mercoledì, il venerdì 9-13 e 16-20, il sabato 9-13. Alla casermetta San Paolino (attuale Casa dei diritti dei bambini) l’orario è il seguente: lunedì e mercoledì 14,30-18,30, giovedì 10-12 e 15-17, sabato e domenica 10-12 e 15-17; al Castello di Porta San Pietro (storica sede dei Lucchesi nel mondo) l’orario è dal lunedì al venerdì dalle 9,15 alle 12,15. Pausa pranzo off limits anche alla casermetta piccola sul baluardo San Colombano, sede di Equinozio (associazione che vende prodotti equosolidali): chiusa domenica e lunedì mattina, ma anche in tutti gli altri giorni di tutte le stagioni dalle 13 alle 15 è chiusa.
«I progetti delle associazioni prevedevano tempi diversi di apertura - spiega, interpellato dal Tirreno, l’assessore Stefano Ragghianti, delega a cultura, turismo, Opera delle Mura -, come del resto erano previsti orari minimi di apertura nei quali dovevano essere disponibili i servizi igienici. Dopo la verifica sul rispetto delle condizioni economiche della concessione condotta a fine anno sui concessionari delle casermette, adesso l’Opera delle Mura sta facendo un giro di controlli sul concreto rispetto dei programmi del progetto culturale e ricreativo di ogni singola casermetta. Una verifica prevista dal bando di concessione, scattata dopo aver ricevuto dalle singole associazioni una relazione ciascuna sulla propria attività, il termine di presentazione era fine gennaio. Se le condizioni non risulteranno rispettate, scatteranno provvedimenti conseguenti in base al tipo di inadempimento».
Quella dei servizi igienici non rimane comunque l’unica questione aperta sulle casermette. Una riguarda la sorte della casermetta San Martino, dove l’Opera delle Mura ha mantenuto la mostra “Le stanze del sogno” nonostante l’abbandono della concessione da parte del Teatro del Carretto. «L’Opera delle Mura - spiega Ragghianti - ha deciso di dare continuità alla mostra, il progetto era apprezzabile dal punto di vista culturale. Poi però la situazione andrà valutata».
In generale, dalle verifiche finora condotte, è emerso un quadro che fa riflettere sulla situazione delle associazioni che gestiscono le casermette. «C’è una certa fragilità di questi soggetti economici - sottolinea infatti l’assessore Ragghianti -. Per questo riteniamo che sia necessario rivedere anche le modalità di concessione». Il problema in sostanza sono i costi di gestione delle casermette, cifre che spesso - a quanto risulta - le associazioni non riescono a sostenere: dal canone fisso, alle spese per le utenze e via dicendo.
«Il bando - aggiunge l’amministratore - è stato importante per mettere le cose a posto, per fare le assegnazioni in base a regole precise. Ma sulle modalità di tipo economico credo che qualcosa sia da rivedere».
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