Il Tirreno

Lucca

Il ritorno di Vietina: «Vi racconto i Comics del prossimo triennio»

di Gianni Parrini
Il ritorno di Vietina: «Vi racconto i Comics del prossimo triennio»

Il 42enne lucchese è tornato al vertice della manifestazione  «Obiettivo? Diventare ancor più riferimento internazionale»

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LUCCA. Vietina II, il ritorno. Se fosse un personaggio dei suoi amati fumetti ci sarebbe da disegnarlo come una sorta di cosplayer di Rambo II. Ma al posto del lancia razzi la matita con cui disegna il futuro dei Comics. Dopo 8 mesi trascorsi nella “perfida Albione” (in casa Amazon) da 15 giorni il 42enne lucchese Emanuele Vietina è di nuovo al vertice di Lucca Crea. Il Tirreno lo ha accolto in redazione per parlare del lancio di Blu Tube, il progetto che porta nelle scuole le buone pratiche di utilizzo dell’acqua. Un concorso che vede il Tirreno media partner in collaborazione (tra gli altri) con Lucca Crea. «Ci auguriamo che a livello educativo possa essere un progetto pari a Scarty – dice Vietina – Richard Duke sosteneva che attraverso l’apprendimento delle regole democratiche del gioco si possono costruire i cittadini del futuro. Un modo di pensare che Lucca Crea porta avanti con queste iniziative». Ovviamente non ci siamo lasciati sfuggire l’occasione per allargare il discorso ai Comics, di cui Vietina sarà deus ex machina per i prossimi tre anni.

Vietina, che situazione ha trovato al suo ritorno?

«Quella che conoscevo: un gruppo straordinario e motivato, reduce da un’edizione positiva che ha permesso a tutto il team di crescere in termini di autonomia, operatività, responsabilità, gestione dell’evento».

Gestire l’evento significa anche curarne la sicurezza: lo scorso anno, con le nuove direttive del Viminale, questo capitolo ha comportato dei cambiamenti.

«Ai Comics siamo sempre stati all’avanguardia su questo fronte: facevamo già un’attività di controllo e monitoraggio alle porte della città e all’ingresso dei padiglioni. Le nuove disposizioni dettate dal Viminale sono state digerite, salvo il fatto che dal punto di vista dei costi ci sono stati rincari importanti. Ma sulla sicurezza non si fanno sconti».

Alla fine degli ultimi Comics si era parlato di far pagare un mini-ticket da uno 1 o 2 euro a tutti coloro che entrano in centro storico.

«È un’ipotesi ma non credo possa concretizzarsi nell’edizione 2018. Per il futuro non la escludo: altre manifestazioni, seppur con numeri inferiori, adottano dispostivi di questo genere. Andrà analizzata a fondo per capire se così si risolve un problema o semplicemente lo si sposta sulla circonvallazione e nella prima periferia».

Due anni fa lei e Genovese lanciaste l’allarme temporary store. Era un pericolo fondato?

«Sì e spiego perché. Grazie ai Vodafone analytics siamo in grado di misurare il volume dei visitatori paganti e non-paganti presenti in città nei giorni dei Comics. Ebbene nell’edizione 2017 le presenze non sono calate rispetto all’anno prima, nonostante un meteo sfavorevole. È calato solo il numero dei paganti: abbiamo avuto un 10-15% in meno di persone che hanno comprato il biglietto per entrare negli stand. È un dato su cui riflettere per fare una valutazione sui temporary store e perfino sull’accesso al centro. Ma non ci siamo confrontanti col Comune».

A che punto siamo con l’organizzazione della prossima edizione? Si allargherà ancora?

«La crescita infinita in uno spazio finito non è possibile, ma fatta questa premessa l’obiettivo è superarsi ogni anno. La sfida vera sarà crescere nei contenuti. Sulle location ci sarà un normale turnover così come tra i partner e gli espositori. Del resto il nostro segreto è unire la dimensione monumentale della città con i brand più popolari e le nuove tendenze culturali. Ad oggi è tutto in fase di valutazione. Alla fiera del libro per ragazzi di Bologna abbiamo registrato un interesse crescente da parte degli editori dei libri per ragazzi per il Lucca Junior.

Lo scorso anno Netflix e il suo Stranger Things sono stati protagonisti.

«Crescere nelle aree della narrativa e dei Movie era tra i nostri propositi. Netflix torna? Siamo parlando, dico solo che l’anno scorso hanno salutato dicendo: “Ci rivedremo”. In ogni caso il fumetto resta la cattedrale al centro del villaggio perché è la più importante factory di contenuti e idee per il cinema, il videogioco e altre forme espressive».

Il nuovo manifesto quando lo vedremo?

«Al Salone del libro di Torino il prossimo 11 maggio. Sarà realizzato da un autore italiano che non posso rivelare».

Qual è l’obiettivo che si propone in questo triennio?

«Accrescere la considerazione di Lucca Comics a livello internazionale come festival capace di dettare la linea di rinnovamento artistico e culturale nel fare eventi».

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