Il Tirreno

Lucca

Vigili del fuoco: servono 300.000 euro per rifare il soffitto

di Federica Scintu
Vigili del fuoco: servono 300.000 euro per rifare il soffitto

È quanto emerge dai sopralluoghi dei tecnici della Provincia, ma per il momento le risorse non sono state reperite  

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LUCCA. Serviranno almeno trecentomila euro per sistemare il soffitto pericolante del primo piano della caserma dei vigili del fuoco di via Barbantini.

Un investimento indispensabile - per il quale però, al momento, non sono ancora state reperite le risorse - se si vuole rendere nuovamente agibile uno spazio fondamentale per i circa cento i pompieri che ci lavorano dato che, proprio tra quei corridoi, oltre alle 10 camerate, ci sono anche quattro bagni, la cucina, la mensa e tutti gli armadietti. La stima dell’intervento è il risultato di un’indagine avviata dalla Provincia - proprietaria sia dell’area che degli edifici nei quali ha sede la caserma e a cui il Ministero dell’Interno paga un canone d’affitto - subito dopo il crollo di una porzione di intonaco avvenuto all’incirca un mese e mezzo fa. Crollo che per fortuna non ha avuto conseguenze per i vigili del fuoco in quel momento in servizio ma che certo ha acceso un campanello d’allarme sulle generali “condizioni di salute” del soffitto.

Tanto che sono stati effettuati diversi sopralluoghi da parte dei tecnici della Provincia dai quali è emerso che il problema è stato provocato dal cedimento dei travetti in laterizio: l’unica soluzione dunque, è quella di buttare giù il solaio, realizzare un nuovo controsoffitto più leggero e rifare del tutto il tetto. A causare questo cedimento sono state una serie di infiltrazioni che nel tempo hanno generato un progressivo incurvamento del solaio. Risultato: da circa un mese il primo piano è stato dichiarato inagibile e i vigili del fuoco sono costretti, quando la notte riescono ad avere del tempo per riposarsi, ad utilizzare altri locali della caserma “accampandosi” come possono. Nonostante questo evidente disagio, dall’assemblea del personale che si è svolta circa due settimane fa e alla quale hanno preso parte i rappresentanti dei sindacati di Cgil, Cisl, Usb e Conapo, è arrivato un messaggio molto chiaro: i vigili del fuoco non hanno intenzione di utilizzare “in alternativa” i moduli abitativi e chiedono un intervento strutturale quanto più possibile celere dato che in queste condizioni è davvero difficile lavorare. Basti pensare che a loro disposizione sono rimaste appena due docce e mediamente un turno prevede la presenza di quattordici pompieri. Un insieme di edifici, quelli che si trovano nell’area della caserma dei vigili del fuoco, che risalgono agli anni ’60 e sui quali da tempo non vengono effettuati interventi strutturali importanti. E certo le ristrutturazioni necessarie vanno ben oltre il rifacimento del tetto.

Basti pensare che accanto alla sede vera e propria della caserma c’è una torre ormai fatiscente che è tra le più alte della Toscana e che viene utilizzata dai vigili del fuoco per le esercitazioni; torre che, in base a quanto riporta l’indagine di vulnerabilità sismica del ministero dell’Interno è l’edificio più critico dal punto di vista sismico e che al momento non è escluso che possa essere abbattuta se non quantomeno ridotta in altezza. Intanto, l’auspicio dei vigili del fuoco, è quello di essere trasferiti, prima o poi, in una sede nuova di zecca dato che quella di via Barbantini ormai cade a pezzi.

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