Il Tirreno

Lucca

Uno spreco evitabile a Villa Webb

di Emanuela Ambrogi
Uno spreco evitabile a Villa Webb

Metri cubi di acqua termale riscaldata scorrono via senza essere utilizzati a Bagni di Lucca

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BAGNI DI LUCCA. Metri cubi in gran quantità di acqua calda termale dispersi e sprecati tra la Villa e Ponte a Serraglio. C’è un modo per arrestare lo spreco di quella che invece è, o dovrebbe essere, la risorsa primaria per Bagni di Lucca? È il quesito che torna a porre, con forza, il camerlengo della Vicaria Val di Lima Virgilio Contrucci, anima della manutenzione tra l’altro di Villa Webb, il quale lancia un appello perché si intervenga con opportuni studi, approfondimenti e analisi che potrebbero indicare come utilizzare questo ben di Dio, con vantaggio per tutta la comunità.

«Potrebbe intanto essere recuperata – dice Contrucci – la quantità di acqua che ogni giorno scorre attraverso il muro che si trova accanto all’ingresso laterale di villa Webb. Arriva nel pozzo sottostante e forse potremmo utilizzarla per il riscaldamento di edifici pubblici. Questa grande quantità di acqua nei giorni di pioggia vede aumentare la sua temperatura, che arriva fino a 18 gradi». Il camerlengo ha misurato più volte, nel corso di diverse giornate, la temperatura dell’acqua che arriva proprio dal muro che si trova vicino ai canneti, incuriosito da questo strano fenomeno che si verifica con una precisione matematica. «La Vicaria non ha la disponibilità economica per sostenere indagini approfondite di laboratorio – continua Contrucci – ma la dispersione di acqua calda è notevole. Occorrono esperti per capire cosa accade con precisione. L’acqua parte dalla sorgente che si trova sopra i due canneti e arriva ogni giorno nel pozzo vicino all’ingresso laterale della villa, scorrendovi senza mai smettere. A cose normali, la sua temperatura è di circa 10 gradi. Dal pozzo scorre lungo la canalizzazione interna costruita negli anni che vanno dal Cinquecento all’Ottocento, con tubi in terracotta. Serviva al tempo per alimentare la fontana pubblica di Villa Webb e la cucina. Così è stato fino alla fine della seconda guerra, poi l’acqua non ha più alimentato niente. Uno spreco. Ho misurato più volte la temperatura nei giorni di pioggia e lo sbalzo è notevole: da 10 gradi si arriva fino a 18. Ci deve essere un modo per sfruttare questa manna».

Secondo il camerlengo potremmo essere di fronte a una infiltrazione di acqua piovana nella sorgente termale. L’acqua è priva di calcare e dopo dieci-dodici giorni trascorsi senza pioggia torna alla sua temperatura originale. «La stessa situazione – prosegue il camerlengo – si presenta anche nelle due chiaviche che si trovano nella strada che costeggia la scuola Matteo Trenta, prima di arrivare alla zona delle Scuderie. Lì il gettito è continuo e nel 2012 è stato oggetto di studi dell’ingegner Cianciulli di Milano, il quale dichiarò che con la quantità di acqua che superava i 30° sarebbe stato possibile riscaldare la scuola, la ex chiesa anglicana, il teatro Accademico e anche il palazzo comunale, installando pompe di calore. Credo che ogni giorno ci sia un grande spreco. Nei mesi invernali il muro del pozzo di villa Webb arriva a fumare. Non sarebbe opportuno capire cosa succede? ”».

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