Il Tirreno

Lucca

Rapinato in casa dai ladri anziano si rifugia dai vicini

di Federica Scintu
Rapinato in casa dai ladri anziano si rifugia dai vicini

È stato rinchiuso coi banditi per oltre un’ora nella sua abitazione di via di Paganico prima di riuscire a scappare seminudo: rubati gioielli e soldi per oltre 5.000 euro

4 MINUTI DI LETTURA





CAPANNORI. La mattina dopo la notte del terrore, Ubaldo Dardi, 84 anni e un cuore forte che ha retto «allo spavento più grande della sua vita», torna nella casa di via di Paganico che è stata il suo rifugio. Abbraccia la sua vicina: «Grazie per quello che avete fatto per me, mi avete salvato da quei balordi». È stata lei a chiamare i carabinieri quando intorno alle 22. 15 si è ritrovata alla porta l’anziano vicino scalzo e in mutande: era riuscito a scappare dai tre malviventi incappucciati che per oltre un’ora l’avevano tenuto sotto scacco intimandogli di non muoversi mentre loro facevano razzìa di tutti i suoi soldi e dei gioielli della defunta moglie per un valore di oltre cinquemila euro. «Mi hanno fatto sedere accanto alla porta d’ingresso – racconta l’uomo ancora scosso – ma io sapevo che dovevo trovare il modo di scappare. Così a un certo punto ho schiacciato il bottone del cancello automatico – dice con voce tremante – uno di loro si è accorto e mi ha chiesto cosa stessi facendo. Io mi sono inventato lì per lì che stavo dando un’occhiata al quadro elettrico. Non era vero ma ci ha creduto e appena si è voltato di spalle ho preso coraggio e sono corso fuori». Alla prima porta a cui bussa nessuno risponde, ma al secondo tentativo trova invece i suoi salvatori. «Abbiamo sentito picchiare forte alla porta d’ingresso – racconta la vicina – mi sono precipitata ad aprire e ho visto il signor Dardi seminudo e infreddolito. Era molto spaventato quindi l’abbiamo fatto entrare accertandoci che i ladri non gli fossero corsi dietro. Abbiamo cercato di calmarlo ma lui continuava a ripetere: “Sono sempre in casa, sono sempre in casa”. Fortunatamente non gli hanno fatto del male ma lui è stato davvero coraggioso a scappare».

Ma i momenti che precedono la fuga, per l’ottantaquattrenne sono drammatici tanto che lui definisce ciò che gli è capitato come l’esperienza più brutta della sua vita.

Il “blitz” dei ladri nell’abitazione coi mattoncini rossi di Ubaldo Dardi parte intorno alle 21 mentre l’anziano è già al piano di sopra sdraiato nel letto. «Ho sentito dei rumori provenire dal pian terreno – racconta ricostruendo nel dettaglio quei momenti – ma ho pensato che potessero provenire dalle abitazioni vicine. Poi li ho sentiti nuovamente e quindi ho deciso di alzarmi e di andare a vedere cosa fosse successo». Ubaldo non ha nemmeno il tempo di scendere le scale che uno dei ladri gli punta sul viso la torcia abbagliandolo e poi gli mette una mano alla bocca dicendogli di non fiatare. Erano entrati in casa dalla porta di servizio che dà direttamente su un campo forzando con un cacciavite o un oggetto simile l’inferriata; poi con una spinta o un calcio hanno aperto anche la portafinestra. «Io ero pietrificato – racconta l’uomo – ma ho chiesto che mi facessero scendere al piano terra per prendere aria e non me l’hanno impedito. Parlavano con un accento dell’est ma uno di loro, quello più alto, si esprimeva benino anche in italiano ed era gentile tanto che gli ho chiesto un bicchiere d’acqua e me l’ha dato». Da qui cominciano sessanta minuti interminabili con i ladri che mettono a soqquadro tutta la casa: Ubaldo Dardi è impotente e non può far altro che guardare e sperare che quell’incubo finisca il prima possibile. Il suo cellulare l’hanno nascosto nel cassetto della cucina ma lui non può saperlo. Dal pian terreno sente il rumore dei cassetti sbattuti per terra, dei loro passi frettolosi e agitati che da una stanza passano all’altra alla ricerca di qualsiasi cosa da rubare. O quasi. «Hanno lasciato un Rolex finto – spiega il figlio dell’uomo – e altri monili che non avevano valore ecco perché penso che fossero ladri esperti. Oltre ai contanti hanno portato via gioielli che per noi avevano un valore affettivo come le fedi e altri oggetti preziosi della mia mamma. In più mancano anche due bottiglie piene di monete. Io ogni tanto dormo qui – conclude – ma proprio ieri non c’ero. Se me li fossi trovato davanti non so cosa sarebbe successo». Ubaldo Dardi non si è accorto se i ladri fossero armati o meno. «Mi sembra difficile pensare che si siano introdotti in una casa – interviene di nuovo il figlio – senza alcuna arma. Credo che nell’abitazione di mio padre ci siano arrivati per caso, senza sapere che c’era un anziano e alla fine gli è andata bene anche perché ripeto, ogni tanto capita che io dorma qui». Questo comunque spetterà agli inquirenti stabilirlo. Nella casa di via di Paganico domenica notte sono arrivati i carabinieri di Capannori e quelli del Reparto operativo ma dei ladri ormai non c’era più nessuna traccia. Erano scappati dalla porta del garage, dileguandosi nella notte.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli