Il Tirreno

Lucca

Due piani nuovi di zecca ma inutilizzati al S.Giorgio

di Barbara Antoni
Due piani nuovi di zecca ma inutilizzati al S.Giorgio

Manca il collaudo. Il garante Corleone: «Sono spazi importanti, da destinare ad attività culturali e di socializzazione, a refettorio. Parlerò col provveditore»

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LUCCA. Rispetto a un anno fa, è tangibile il miglioramento dell’infermeria del carcere San Giorgio: i locali, da piccoli e angusti che erano, sono stati ampliati e oggi lo studio dentistico è in un ambiente separato. E questa è la “buona notizia” che il garante regionale dei detenuti, l’ex parlamentare e già sottosegretario alla Giustizia Franco Corleone ha potuto toccare con mano durante il sopralluogo compiuto ieri, 21 marzo, nell’istituto penitenziario lucchese, in vista della relazione annuale che stilerà sulle case di pena di tutta la Toscana. «Sono soddisfatto - dice - che la denuncia che presentai l’anno scorso in merito all’infermeria sia stata accolta».

La notizia meno positiva riguarda la situazione di due piani del San Giorgio - due sezioni - che sono state oggetto di una importante ristrutturazione. È tutto pronto perché questi locali possano essere utilizzati: le stanze di varia dimensione al primo piano come spazi per attività culturali, ricreative e di socializzazione; i due grandi locali che compongono il secondo per uno spazio mensa che collocherebbe il carcere lucchese tra i primi (e pochi) carceri italiani, al momento, dotati di un refettorio. Anche gli arredi per i due piani sono pronti, basterebbe che venissero tolti gli imballaggi.

Non si può procedere, ancora, perché esiste un problema: i locali ristrutturati non sono stati ancora collaudati dal personale preposto.

«Una situazione inaccettabile - sbotta Corleone -. La ristrutturazione è costata circa un milione di euro. È una buona cosa: significa che il carcere avrebbe spazi di socializzazione, che bisognerebbe anche aprire al volontariato e alle associazioni lucchesi, a giovani e anziani che possano avere così un punto di incontro con il carcere. Parlerò con il provveditore regionale affinché il collaudo venga eseguito. Si è fatto un bel lavoro, ma un locale chiuso si deteriora: bisogna fare presto».

L’aspetto collegato da migliorare per il San Giorgio, secondo il garante regionale, è proprio quello dell’interazione fra l’istituto e la città. «Nei prossimi giorni - annuncia - il direttore del carcere incontrerà il sindaco di Lucca perché da due anni l’amministrazione non eroga contributi per le attività in carcere. Mi auguro che ci sia interesse da parte del Comune. L’istituto è al centro della città, anche il chiostro andrebbe valorizzato per l’attività pubblica. A Lucca il rapporto fra la popolazione carceraria e il territorio dev’essere rafforzato: mi auguro che questi nuovi spazi vengano aperti alle associazioni, affinché siano utilizzati per attività di reinserimento per i detenuti e per le persone dell’esterno come occasione per superare la diffidenza».

SOS FARMACI. «Esiste un problema nell’approvvigionamento dei farmaci per i detenuti del San Giorgio - sottolinea sempre Corleone - e anche dei vaccini. Una situazione che mi hanno segnalato i medici e che considero intollerabile: la segnalerò alla Regione».

I NUMERI. Allo stato attuale, nel carcere San Giorgio si trovano 102 detenuti (tutti uomini), di cui 12 usufruiscono del beneficio della semilibertà. Dal 2012 ad oggi, la popolazione carceraria nell’istituto lucchese è passata dai 138 detenuti (del 2012, appunto) ai 154 del 2013, per scendere a 134 nel 2014, a 105 nel 2015, calare a 91 nel 2016, a 80 nel 2017. «Spero che i detenuti non aumentino», commenta il garante. Quanto invece alla provenienza, degli attuali 102 detenuti complessivi (dati sempre forniti dal garante), 54 sono italiani, 17 sono cittadini del Marocco, 13 della Tunisia, 7 albanesi e 11 di altri stati. Invece, relativamente alla loro posizione dal punto di vista giudiziario, 33 risultano al momento in attesa di giudizio, mentre in 57 stanno scontando una condanna definitiva. I rimanenti sono in situazioni «a cavallo di altre sentenze», spiega sempre Corleone. Quanto alla natura del reato, 22 dei 102 detenuti ad oggi ospiti, «si trovano in carcere - conclude - per violazione dell’articolo 73 della legge sulle droghe, per detenzione e piccolo spaccio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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