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lettera aperta di menesini 

«Votiamo il Pd alle politiche e poi lavoriamo per cambiarlo»

«Votiamo il Pd alle politiche e poi lavoriamo per cambiarlo»

LUCCA. Una lettera aperta di Luca Menesini, sindaco di Capannori e presidente della Provincia, politico del Pd. Una lettera in cui Menesini, invita in primo luogo a votare i candidati del Pd alle...

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LUCCA. Una lettera aperta di Luca Menesini, sindaco di Capannori e presidente della Provincia, politico del Pd. Una lettera in cui Menesini, invita in primo luogo a votare i candidati del Pd alle politiche. E poi subito, “fregandosene” (suo termine) se la sua scelta possa risultare saggia oppure no, si mette in prima linea: il Pd va cambiato e io sarò fra quelli che si impegnerà a farlo, a partire dal 5 di marzo, è la sintesi del suo discorso.

« Diciamoci la verità - scrive rivolto agli elettori -: sono un sindaco del Pd che il Pd vede in parte di buon occhio, in parte invece no perché “non gestibile” e con alcuni temi chiave che considero irrinunciabili. Detto questo, mai ho buttato fango sul Pd, mai l’ho considerato un mezzo su cui salire o scendere a seconda delle convenienze, mai ho pensato che l’Italia non avesse bisogno di un partito riformista, plurale, capace di unire. Il Pd è nato per fare questo, e questo deve tornare a fare, a prescindere dal voto di domenica 4 marzo. Sul voto, domenica, non ho dubbi, perché nonostante quello che non va, ho ben presente cosa invece è andato, cosa va e cosa deve andare: domenica voterò Partito Democratico e vi chiedo di fare altrettanto. Non lo voto per appartenenza bensì per convinzione sia rispetto al lavoro svolto dai Governi Letta-Renzi-Gentiloni, sia rispetto alle candidature che abbiamo in campo alla Camera e al Senato: Stefano Baccelli e Andrea Marcucci».

Dopodiché passa sul livello del governo a marca Pd. «Questi cinque anni sono stati anni di crescita per il Paese. Quindi anziché dibattere su quanto sia simpatico o meno Renzi o di quante aspettative abbia deluso, valutiamo quanto è stato fatto, ma soprattutto chi ha un programma serio, concreto e realizzabile per i prossimi cinque anni affinché l’Italia esca definitivamente dalla crisi, che tutti noi abbiamo sentito abbattersi sulle nostre vite. L’altro aspetto da valutare sono i candidati nel nostro collegio: votarli significa votare il miglioramento della qualità della vita sul territorio... Il Pd deve ritrovare se stesso - conclude - che paradossalmente vuol dire che deve uscire da se stesso. L’Italia ha bisogno del Pd, di un partito centrale intorno a cui far ruotare tutte le sensibilità del centrosinistra. Quindi non buttiamo via il Pd, scegliamolo. E poi al lavoro per cambiarlo. Un Pd migliore è possibile».

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