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La lite in palestra finisce a cazzotti
Un lucchese finisce in ospedale con un’orbita oculare rotta e 50 giorni di prognosi. L’aggressore è un bodybuilder dell’Est Europa, da venerdì agli arresti domiciliari
LUCCA. Fisici atletici, muscolosi, scolpiti. Talmente possenti da indurre in qualcuno il sospetto che non fossero del tutto naturali e che dietro quello sviluppo ipertrofico potesse esserci l’utilizzo di anabolizzanti e altre sostanze vietate. Doping, insomma.
È da queste voci che ha preso avvio la discussione tra due iscritti in una palestra cittadina, molto frequentata dagli amanti dei pesi e del bodybuilding. L’episodio in questione risale a circa tre settimane fa: un lucchese sulla trentina, durante l’allenamento, ha avuto un’accesa discussione con un altro frequentatore della palestra, un uomo della stessa età proveniente dall’Est Europa. A quest’ultimo non sono piaciute le illazioni che il lucchese faceva sul presunto utilizzo di sostanze dopanti da parte di alcuni frequentatori.
La situazione è degenerata quando dalle parole si è passati ai fatti: lo straniero ha colpito l’italiano al volto con violenza, provocandogli traumi alla mascella e soprattutto la rottura dell’orbita oculare. I due sono stati divisi ma il danno ormai era fatto. L’uomo picchiato è finito al Pronto soccorso dell’ospedale San Luca dove i medici gli hanno dato una prognosi di 50 giorni.
Della vicenda ovviamente si sono occupate anche le forze dell’ordine, che hanno ricostruito l’accaduto e informato la procura della Repubblica. Il fascicolo è finito sul tavolo del sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto, che nei giorni scorsi ha chiesto l’applicazione della custodia cautelare ai domiciliari nei confronti dell’aggressore. Ravvisando il rischio della reiterazione del reato, il giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzutti ha accordato la misura, che due giorni fa è stata eseguita dai carabinieri di Borgo Giannotti. Da venerdì, dunque, il palestrato violento è rinchiuso nella sua abitazione, che si trova in un Comune della Piana, in attesa che venga fissata l’udienza preliminare di fronte al giudice.
La lite tra i due frequentatori della palestra lucchese non ha niente a che vedere con la maxi inchiesta della procura in merito all’utilizzo di sostanze proibite tra i giovani ciclisti della squadra della famiglia Franceschi. Ma certo dimostra che l’argomento è caldo e che affrontarlo non è così semplice e indolore. L’omertà con cui gli inquirenti e gli investigatori della squadra mobile si stanno scontrando nell’indagine sul mondo del pedale certifica che il tema è tabù anche in altri ambiti sportivi. E chi ne parla rischia. L’uomo picchiato in palestra è solo un’altra vittima di questo clima. (g.p.)
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