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Lucca

«Pronti a incontrare i cittadini per fugare tutti i loro dubbi»

ALTOPASCIO. Intanto bisogna fare chiarezza: non è un impianto di trattamento, ma un magazzino per lo stoccaggio dei rifiuti tecnologici (e non solidi urbani) quello che è stato realizzato in via del...

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ALTOPASCIO. Intanto bisogna fare chiarezza: non è un impianto di trattamento, ma un magazzino per lo stoccaggio dei rifiuti tecnologici (e non solidi urbani) quello che è stato realizzato in via del Palazzaccio al civico 87. I vertici di It Risorse, l’azienda campana sbarcata nel territorio del Tau, rassicurano i cittadini che la scorsa settimana hanno organizzato un’assemblea, preoccupati dall’impatto ambientale di questo insediamento su un’area di 1.350 metri quadrati, nella zona industriale di Altopascio. E annunciano nuove assunzioni (vedi pezzo a fianco). Fuori dal capannone, che la società con sede a Volla (Napoli) ha aperto ai giornalisti, non compare però l’insegna It Risorse ma quella di Cobat, un consorzio nato nel 1988 che si occupa di raccolta e di riavvio al riciclo di prodotti tecnologici che sono a fine vita, come pile, Raee, accumulatori, pannelli fotovoltaici, e pneumatici. Cobat ha 90 punti in tutta Italia che permettono di raccogliere presso le isole ecologiche e le utenze professionali il materiale che poi viene trasportato agli impianti di trattamento.

It Risorse è l’azienda scelta da Cobat per stoccare i rifiuti in questa parte del Paese. «Siamo disposti a incontrare i cittadini e i rappresentanti del comitato per chiarire ogni dubbio - spiega Carlo Coppola - volevamo un impianto con le migliori tecnologie e standard di sicurezza elevati e siamo andati oltre le richieste di legge già stringenti con container di ultima generazione, sistemi anti-incendio e griglie per evitare possibili contaminazioni di liquidi con le acque piovane. Abbiamo messo in sicurezza un capannone fatiscente e l'area secondo le richieste degli organi competenti».

Tutti i dati e le targhe dei camion (non oltre dieci al giorno) che entrano ed escono sono tracciati. «I quantitativi, non oltre 10 metri cubi, verranno comunicati alla Cobas che geolocalizzerà tutto in tempo reale. Per noi questo è importante perché dobbiamo sapere cosa entra e cosa esce – sottolinea Coppola – il materiale viene inserito in contenitori che rispettano tutte le norme di sicurezza e non permettono nessun svaso. E poi aperti quando arriveranno negli impianti di riciclo». I rifiuti che arriveranno nella nuova sede saranno solo quelli dell'Alta Toscana, dove Cobat, che ha già cinque punti nella regione, non era ancora presente. (n.n.)

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