Il Tirreno

Lucca

Alla stazione ora passa il treno della paura

di Federica Scintu
Alla stazione ora passa il treno della paura

Droga e degrado: le storie di chi vive e lavora nella zona

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LUCCA. La notte c’è chi bussa alla porta dell’hotel Rex per chiedere un letto sul quale dormire tanto che da un po’ di tempo a questa parte il portiere alle 22.30 chiude l’uscio a chiave. «Ci sono donne che lavorano in questa zona – racconta Gino Cervelli, titolare del bar Cupido – e dalle 20 in poi hanno paura ad andare nel parcheggio da sole per prendere la macchina. Chiedono di essere accompagnate perché quello è diventato il luogo di ritrovo di gente poco raccomandabile. E si paga anche un euro l’ora per parcheggiare». La sofferenza della stazione si concentra quasi tutta qui, sul lato est di piazzale Ricasoli. Dove anni fa c’era la sede degli uffici ferroviari oggi sono rimasti una serie di edifici in completo stato di abbandono diventati il covo perfetto per spacciatori e nullafacenti, ma anche ricoveri di fortuna per chi non ha altro posto in cui andare a passare la notte.

Sulla carta è rimasto invece un progetto di riqualificazione che non si è mai concretizzato, nonostante i proclama delle diverse amministrazioni che negli anni si sono succedute. «Hanno sfondato tutte le porte – dichiara ancora Cervelli – lì dentro c’è di tutto e ci dormono anche. Io lavoro fino all’una di notte e mi rendo conto del degrado che c’è nel parcheggio. La gente si lamenta, è diventato un ghetto nel quale questi gruppi di persone possono fare quello che pare».

Una situazione che, stando a quanto testimoniano anche altri commercianti della zona, ultimamente è peggiorata: e la paura, soprattutto quando si fa buio, cresce. Per non parlare del fatto che questa è la prima porta di Lucca: qui approdano i turisti, questo è lo scenario che si ritrovano davanti quando arrivano in città. Sullo sfondo il campanile di San Martino, solo poco più in là porta San Pietro, dove si accede al “mondo incantato” protetto dalle mura.

Appena qualche giorno fa, chiuso in uno di questi ruderi dell’ex scalo merci, a duecento metri dalle mura, tra siringhe e bottiglie di vetro rotte i carabinieri hanno arrestato uno spacciatore tunisino di 44 anni con numerosi precedenti: vendeva l’eroina a ragazzi di 18 o 20 anni. Alcuni arrivavano a Lucca anche da altre città della Toscana, a posta per rifornirsi da lui. È in questo contesto che tutti i giorni, i titolari delle attività della piazza della stazione e dintorni si recano nel proprio posto di lavoro. C’è chi ha subìto diversi furti, come ad esempio il titolare del “Noleggio Bici” al quale sono state portate via le biciclette parcheggiate davanti al negozio e che ora è costretto a tenerle legate con le catene.

Ma c’è anche chi, come il portiere dell’hotel Rex da una certa ora in poi si barrica dentro l’albergo per paura di ricevere visite sgradite. E se è vero che, come sottolinea la titolare del bar interno alla stazione, «ci sono situazioni peggiori rispetto a quella di Lucca», è pur vero che un intervento è necessario se si vuole evitare che lo stato d’abbandono prenda il sopravvento. «Noi siamo qui dal 1989 – dichiara la titolare dell’hotel Rex, Elisabetta Barbieri – e la situazione qui nel piazzale in quest’ultimo periodo è peggiorata. È diventata il luogo di ritrovo di tanti ragazzi che non fanno nulla e la sera il portiere che lavora qui non si fida più a lasciare l’ingresso aperto. Abbiamo messo un videocitofono e i clienti possono entrare quando vogliono ma comunque non facciamo nemmeno più l’accoglienza notturna. C’era chi veniva e chiedeva di poter dormire qui gratuitamente e il portiere ha cominciato ad avere paura. Anche il sottopasso della stazione – continua – è pericoloso e poi c’è scarsa illuminazione in tutta la piazza. Se la potenziassero sarebbe meglio».

Al chiosco incontriamo Ciro, titolare dell’attività sul piazzale della stazione da dieci anni. Ci racconta che lui non ha mai avuto problemi ma una sistemata là dentro, dice indicando gli edifici dell’ex scalo merci, devono darla. «A novembre scorso – dice il titolare – sono venuti a tagliare cinque pini in questa aiuola adiacente al muro di cinta dell’ex scalo merci quindi pensavo che sarebbero finalmente iniziati i lavori e invece ancora nulla. Noi non ci accorgiamo se lì dentro spacciano». Ma certo si sa, degrado chiama degrado e forse se quei capannoni abbandonati venissero ripuliti o almeno controllati, la situazione migliorerebbe. Ne è convinto il titolare del negozio Pellegrini arredamenti, il quale si sente fortunato ad avere la propria attività sul lato del piazzale tutto sommato «più tranquillo», quello meno isolato dove anche grazie al passaggio delle macchine e un’illuminazione più intensa (le strisce pedonali sono a due passi) ci sono meno problemi di degrado. Ma le vetrine del suo negozio proiettano ogni giorno uno spettacolo non certo edificante. «Quando si attraversa il giardino e si passa dall’altra parte della piazza – spiega Giancarlo Pellegrini – sembra un altro mondo. Ci vogliono più controlli nei pressi dei magazzini e del parcheggio soprattutto la sera. Noi per fortuna non abbiamo mai avuto problemi però ci accorgiamo che c’è una situazione di degrado che va in qualche modo fermata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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