Il Tirreno

Lucca

«Sensi unici? No, grazie»

di Flavia Barsotti
«Sensi unici? No, grazie»

San Filippo e Arancio, residenti scettici sui piani per modificare la viabilità

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LUCCA. Che si parli di alta velocità, di code al passaggio a livello, della proposta di un senso unico in via di Tiglio e via Romana o del progetto di un sottopasso con rotatoria sotterranea, nei quartieri di San Filippo e dell’Arancio gli occhi sono tutti puntati sul tema del traffico.

A poco più di un anno dalle modifiche alla viabilità, a seguito dell’apertura del sottopasso di via Ingrillini, non si placano le polemiche di residenti e commercianti, sgomenti di fronte a «una zona che, negli ultimi anni, è notevolmente peggiorata in termini di vivibilità». Una questione calda, emersa ancora una volta con forza nel corso della nostra iniziativa Caffè Tirreno, che ieri ha fatto tappa al bar Il Quadrifoglio in via di Tiglio e che, nelle prossime settimane, proseguirà nella prima periferia e nelle frazioni del territorio. Nel mirino, a San Filippo e all'Arancio, c'è soprattutto l’ipotesi ventilata dall'amministrazione di istituire un senso unico in via di Tiglio e un altro opposto sulla via Romana. Una soluzione, secondo il Comune, che potrebbe risolvere il problema del traffico, ma che non piace a chi percorre tutti i giorni queste strade.

«Se ciò avvenisse – afferma Antonio Trapani, ex presidente della commissione urbanistica e titolare di una tabaccheria in via Ingrillini – il traffico aumenterebbe. Poniamo il caso di un cittadino che, dall'altezza del civico 800 in via di Tiglio, vuole arrivare dentro le Mura: dovrebbe gravare sul traffico verso via Piaggia, occupare via Romana e solo allora dirigersi verso il centro storico. Allo stato attuale, invece, non deve far altro che svoltare a destra e andare avanti per 200 metri. Stessa cosa per chi abita sulla via Romana». Una questione che preoccupa anche Massimiliano Genovesi, dell’omonima officina in via di Tiglio. «Uscire per andare a prendere qualche pezzo indispensabile, per noi diventerebbe una perdita di tempo non indifferente – afferma – per non parlare dei clienti che si scoraggerebbero a transitare in quest’area». Preoccupazioni che condivide anche con altri titolari di attività vicine, come Andrea Pachetti della farmacia in via di Tiglio e socio Rotary che avanza una possibile soluzione per risolvere il problema delle code che si creano davanti al suo negozio quando il passaggio a livello è chiuso. Una situazione che finisce per dare luogo a incidenti quando, i “furbetti” incolonnati in direzione del centro, optano per superare la fila e svoltare in via Ingrillini, rischiando un frontale con quelle auto che, dalla stessa via Ingrillini, svoltano in via di Tiglio. «La mia proposta – spiega Pachetti – è eliminare il casottino del passaggio a livello, sulla destra prima delle sbarre, e sfruttare quello spazio per creare una nuova corsia per i veicoli che vanno a dritto verso il centro, mantenendo invece quella attuale per i mezzi che svoltano a sinistra in via Ingrillini». Un intervento per migliorare la vivibilità, in effetti, ad oggi è necessario, ma, secondo chi abita o lavora in zona, non passa dalla costruzione di una rotatoria sotterranea fra la via Romana e la via di Tiglio. È questo il progetto del Comune al vaglio delle Ferrovie che desta preoccupazione in un’area per molto tempo già penalizzata dai lavori per il sottopasso di via Ingrillini. Un’altra opera di questa portata, infatti, per i cittadini vorrebbe dire nuovi disagi, simili a quelli che si sono – almeno in parte – lasciati alle spalle da poco.

Altra questione spinosa riguarda la prosecuzione della nuova strada per l’ospedale nel tratto dopo la rotatoria, che, al momento, è solo un abbozzo asfaltato per pochi metri e di fatto chiuso. Secondo residenti e commercianti, se questa via si riallacciasse con via di Tiglio, aiuterebbe a non appesantire i flussi dentro San Filippo: un quartiere che, ora come ora, ogni giorno fa i conti con un «traffico di gente arrabbiata», come lo definisce Riccardo Consani, titolare del bar Il Quadrifoglio. Oggi «con la nuova viabilità legata all'apertura del sottopasso di via Ingrillini, i residenti si sentono in scatola», aggiunge anche Mariagemma Sesti che vive in piazza Salvo d’Acquisto, e anche uscendo a piedi, su certe arterie sembra di essere su un circuito di Formula Uno. «In via di Tiglio, per esempio, i veicoli sfrecciano a folle velocità – conclude Nadia Puledda - e anche solo attraversare la strada è sempre più pericoloso».

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