Il presidio
Immagini porno appese sui muri di Corte del Pesce
Un nuovo caso dopo quello della sortita di San Colombano E torna la richiesta di telecamere per quell’angolo del centro
LUCCA. Passano gli anni, e le proteste ritornano. Segno che, purtroppo, i problemi restano. Stiamo parlando in questo caso di Corte del Pesce, un angolo caratteristico (nel bene e nel male) del centro storico. Uno di quei vicoletti, caratteristici di Lucca, che si aprono in spazi larghi ma nascosti. Spazi per molti versi affascinanti, dove anche particolari che altrove potrebbero apparire brutti, come qualche vecchio portone in legno malmesso, in questo caso contribuiscono a creare atmosfera. Ma c’è un limite anche all’atmosfera, rappresentato da elementi che farebbero schifo in periferia, figuriamoci in un angolo, per quanto nascosto, nel cuore della città, in cui si arriva direttamente da piazza grande. Non bastasse la sporcizia diffusa (e non ci riferiamo ai sacchetti in attesa di essere rimossi con la raccolta porta a porta) ieri chi si è trovato ad attraversare la corte (speriamo in pochi) si è trovato davanti anche un’altra scena, anzi, altre scene, decisamente scabrose per usare un eufemismo. Qualche “simpaticone”, infatti, ha pensato bene di ritagliare delle immagini porno da qualche rivista e attaccarle, in bella vista, sul muro, proprio all’ingresso della corte dal lato di via Pescheria. Non proprio un biglietto da visita elegante. Forse si tratta della stessa persona che poco tempo fa prese di mira la sortita di San Colombano, dove, la scorsa primavera, qualcuno, per diversi giorni, disseminò il percorso pedonale di immagini pornografiche e di preservativi.
Quest’ultimo episodio riporta alla luce una richiesta non nuova che arriva da Corte del Pesce, quella dell’installazione di telecamere. A dire il vero, a leggere i cartelli, almeno una telecamera privata c’è (ma solo a sorveglianza di un’abitazione), ma un controllo più approfondito anche qui sarebbe opportuno. Del resto la posizione stessa della corte, divisa in due spazi ampi, a due passi dal centro, ma lo stesso celati alla vista, costituiscono un elemento incoraggiante per gli incivili, comprese le persone che di notte trovano chiusa la toilette pubblica di via Pescheria, e allora si “arrangiano” facendo i loro bisogni nel più vicino luogo appartato: il viottolo che porta alla corte appunto.
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