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Lucca

Consulente finanziario truffa decine di clienti: ecco come

di Luca Tronchetti
Consulente finanziario truffa decine di clienti: ecco come

Lucca: prometteva interessi annui del 10% raggirando facoltosi pensionati, professionisti, imprenditori e commercianti locali

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LUCCA. Era riuscito a carpire la fiducia di una clientela facoltosa: professionisti, imprenditori, commercianti e pensionati d’oro. Uno di loro, amico di famiglia, gli aveva affidato addirittura tre-quattro milioni di euro per poi, alla fine, trovarsi prosciugato il conto dove erano rimaste 2-3mila euro per le piccole spese.

Ad attrarre quei benestanti residenti in città e in Lucchesia le allettanti proposte, messe nero su bianco, di quel promotore di buona famiglia e ricco di brillanti intuizioni. In buona sostanza il giovane consulente finanziario offriva tassi d’interesse intorno al 10% annuo. Una percentuale che, ragionandoci un attimo in considerazione della crisi economica mondiale, era praticamente impossibile da poter garantire anche a clienti che mettevano sul piatto cifre superiori ai duecento mila euro. Invece alla fine sono una trentina le persone che hanno presentato un esposto denuncia sia in sede penale che in sede civile. Tutte lucchesi ad eccezione di una fiorentina, di pensionato emiliano, di un imprenditore di Como e di un cliente statunitense. Sono spariti svariati milioni di euro dai conti correnti delle vittime molte delle quali si sono viste sparire i risparmi di una vita e adesso sono praticamente sul lastrico.

Indagati e sequestri. Il consulente finanziario di 42 anni, residente a Lucca, adesso è indagato dalla procura per truffa aggravata in concorso con la compagna quarantenne che aveva accreditato ai suoi oltre 600 clienti come segretaria e collaboratrice finanziaria delegandole una parte del portafoglio. Non solo. Della vicenda si occupano due tribunali: quello civile e quello penale. Per quanto riguarda la vicenda civilistica il giudice Carmine Capozzi ha predisposto un sequestro conservativo di tre appartamenti - due nel centro storico di Lucca e uno in quello di Pisa - tutti di proprietà o riconducibili al promoter lucchese ex dipendente di un istituto di credito. Viceversa nell’ambito dell’inchiesta penale il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza su delega del sostituto procuratore Aldo Ingangi oltre al sequestro di documentazione non trovando, almeno al momento, somme di denaro sui conti riconducibili all’ex dipendente bancario ha disposto il sequestro di un Rolex Daytona. Il regalo del cliente-amico più facoltoso - con cui con la famiglie condivideva le vacanze - dal quale l’aveva ricevuto nel Natale 2015 come «liberalità» per i lauti guadagni (virtuali) ottenuti nell’investimento delle cospicue somme di denaro depositate sul suo conto corrente.

I fatti. Perché il consulente finanziario puntualmente rendicontava i suoi clienti con i flussi in entrata e in uscita e i tassi d’interesse su carta intestata della banca in cui lavorava: un’agenzia della Fineco Bank. Sembra tutto in regola. Certificato e vidimato. Ma in realtà, secondo la procura, era tutto falso. E l’istituto di credito - citato a livello civilistico dalle vittime per «culpa in vigilando» - a livello penale è parte lesa in quanto completamente all’oscuro del marchingegno escogitato dallo spregiudicato consulente finanziario che, appena scoperto quanto avvenuto, viene licenziato in tronco. Ad accorgersi per primo, ma troppo tardi, del raggiro è stato proprio l’amico milionario.

Nel dicembre 2016 riceve una telefonata dal consulente in cui gli chiede di rimpinguare il conto corrente che è momentaneamente scoperto a causa di una serie di smobilizzazioni dei crediti per speculazioni finanziarie. Una notizia che stenta a credere visto che il deposito sul conto e di svariati milioni di euro. Così, preoccupato, si rivolge al capo area della Fineco Bank.

Inizialmente pensa a un errore, ma quando il funzionario si accorge che effettivamente in quel conto corrente milionario sono rimasti in deposito poche migliaia di euro si precipita dal cliente. E gli mostra gli estratti conto con le movimentazioni che attestano come vi siano stati trasferimenti di ingenti somme di denaro. Estratti conto assai diversi - pur nella medesima carta intestata - di quelli mostrati dal promotore finanziario nei rendiconti periodici che mettevano in evidenza interessi con rendimenti intorno al 10%. A quel punto scattano le denunce.

Il raggiro. Ma come sarebbe riuscita il Re Mida dei consulenti finanziari a muovere tutto quel fiume di denaro? Semplice vuoi per l’amicizia consolidata, vuoi per la mancata esperienza dei clienti, vuoi per l’età non più giovane dei suoi assistiti (molti gli ottuagenari) si faceva consegnare le password della home banking. E la scusa era sempre la stessa: le chiavi d’accesso ai conti servivano per effettuare le operazioni di movimentazione - l’acquisto di azioni, obbligazioni, titoli di Stato, soprattutto sui mercati esteri - in qualsiasi momento. Soprattutto di sera e all’inizio della mattinata sfruttando le oscillazioni di borsa per ottenere i migliori profitti. Argomenti convincenti per gli agiati clienti che si lasciavano abbindolare da quel giovane sempre vestito di tutto punto, alla guida di auto di lusso e che sembrava conoscere a menadito i segreti della finanza mondiale.
 

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