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Un centinaio di fiale di metadone acquistate dal dentista della Piana
LUCCA. Emergono nuovi particolari nell’inchiesta che vede indagato un medico ultrasessantenne residente nella Piana attualmente sospeso per sei mesi, in attesa del processo, dall’esercizio della...
LUCCA. Emergono nuovi particolari nell’inchiesta che vede indagato un medico ultrasessantenne residente nella Piana attualmente sospeso per sei mesi, in attesa del processo, dall’esercizio della professione con l’accusa di concorso nella cessione di sostanze stupefacenti. Un’indagine nata casualmente dopo una telefonata arrivata alla centrale operativa della polizia dopo un furibondo litigio in un’abitazione nella zona di Pontedera tra una ragazza di 19 anni e un suo familiare. Arriva una pattuglia della polizia per sedare gli animi e nota su uno scaffale una quarantina di fiale di metadone. Da lì parte la segnalazione ai carabinieri del Nas di Livorno che effettuano un blitz tra settembre e ottobre e trovano un centinaio di fiale monodose. Interrogata la giovane, con gravi problemi di tossicodipendenza, racconta ai militari che quella sostanza - sostituto di sintesi dell’eroina e analgesico paragonabile alla stessa eroina - gliela forniva un medico della Piana di Lucca. E non era l’unica. Anche un’altra giovane donna - sempre della stessa zona e anche lei finita nel vortice della droga - sostiene di aver ottenuto metadone da quel professionista odontoiatra e medico di base dell’Asl. Da pazienti avevano stretto un legame di profonda amicizia con il medico-dentista tanto che una di loro sostiene di essersi legata sentimentalmente a lui nonostante la grande differenza di età. Stando all’accusa il professionista usava il ricettario di medico di base per acquistare, sempre nella stessa farmacia della Piana (il titolare ha conservato e registrato come impone la legge tutte le ricevute e gli acquisti effettuati in un anno), dosi massicce di metadone monodose. La difesa del medico, che per giustificarsi ha tirato in ballo anche il presidente dell’Ordine (all’oscuro di tutto), non è apparsa credibile tanto che il gip ha accolto la tesi della procura e delle risultanze investigative trasmettendo all’Asl e all’Ordine la sospensione per 6 mesi dell’attività. (l.t.)
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