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Frana sulla via del Brennero La riapertura si fa attendere
Pressioni dell’amministrazione comunale sull’Anas affinché faccia in fretta Disagi per pendolari e studenti, e per fare la spesa si va a San Marcello
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BAGNI DI LUCCA. Resta ancora da capire quando sarà riaperta la statale 12 del Brennero, chiusa alla circolazione dalle 22 di martedì, a causa di una frana nei pressi di Cocciglia, che solo per un caso non ha provocato danni agli automobilisti di passaggio.
Una frana che sta provocando enormi disagi per i pendolari, gli studenti e le famiglie che devono portare i bambini a scuola. Per non parlare dei danni che subisce il generale il flusso turistico, con problemi seri per le tante attività che vivono anche della frequenza degli sciatori che in questo periodo affollano le piste dell’Abetone, ora raggiungibili solo passando da San Marcello Pistoiese. Da decenni, infatti, i sindaci della montagna pistoiese si battono, invano, per avere una viabilità scorrevole e protetta, indispensabile per rilanciare il turismo invernale e quello ambientale. Ma la zona che più direttamente risente della vulnerabilità e della pericolosità della statale 12 è quella di Bagni di Lucca e di tutta la Val di Lima, che non hanno avuto nel tempo la stessa attenzione riservata all’ampliamento e alla messa in sicurezza della Lodovica e della statale della Garfagnana. La frana di Cocciglia arriva dopo tanti altri smottamenti simili in zona, e anche a valle del ponte Pari, a Borgo a Mozzano. Una viabilità che penalizza in particolare la popolazione che vive nei centri lungo la Lima. Una situazione che il vicesindaco Sebastiano Pacini ha illustrato di nuovo, con forza, all’Anas perché non consideri Bagni di Lucca e la Val di Lima figli di un dio minore. Nella popolazione sottoposta a nuovi disagi c’è grande agitazione: molte persone che risiedono nelle località di Giardinetto, Ponte Maggio, Ponte Coccia, Casoli e zone limitrofe sono costrette, se possono, a tenere un veicolo a valle della frana per poter andare a lavorare. Nonostante l’incessante pressione dell’amministrazione comunale non si conoscono ancora i tempi certi per la riapertura della strada. Pacini e il sindaco Paolo Michelini si sono attivati a tutti i livelli, e al dirigente regionale Anas hanno chiesto di fare più presto possibile, confrontandosi anche col Comune di San Marcello.
«Anche ieri sono andato sul luogo della frana – spiega Pacini – sei o sette volte. Purtroppo lo smottamento è nel punto più angusto delle strette di Cocciglia, a circa duecento metri dal bivio di Limano. Una situazione che comporta maggiori problematiche tecniche. Ci stiamo attivando in ogni modo anche per risolvere il problema dei ragazzi che devono andare a scuola. Al momento quantificare un tempo preciso per la riapertura non è purtroppo possibile, anche se capiamo bene il disagio che la situazione comporta». Intanto per le necessità impellenti, ma anche per la spesa quotidiana, tante persone optano per recarsi nel comune di San Marcell. Esiste (vedi riquadro) una viabilità alternativa, ma non brilla certo per comodità. Non sembrano esserci invece particolari problemi per la raccolta rifiuti che, grazie agli ultimi mezzi 4x4 acquistati 2 mesi fa, è stata garantita anche nelle località a monte della frana.
Emanuela Ambrogi
Una frana che sta provocando enormi disagi per i pendolari, gli studenti e le famiglie che devono portare i bambini a scuola. Per non parlare dei danni che subisce il generale il flusso turistico, con problemi seri per le tante attività che vivono anche della frequenza degli sciatori che in questo periodo affollano le piste dell’Abetone, ora raggiungibili solo passando da San Marcello Pistoiese. Da decenni, infatti, i sindaci della montagna pistoiese si battono, invano, per avere una viabilità scorrevole e protetta, indispensabile per rilanciare il turismo invernale e quello ambientale. Ma la zona che più direttamente risente della vulnerabilità e della pericolosità della statale 12 è quella di Bagni di Lucca e di tutta la Val di Lima, che non hanno avuto nel tempo la stessa attenzione riservata all’ampliamento e alla messa in sicurezza della Lodovica e della statale della Garfagnana. La frana di Cocciglia arriva dopo tanti altri smottamenti simili in zona, e anche a valle del ponte Pari, a Borgo a Mozzano. Una viabilità che penalizza in particolare la popolazione che vive nei centri lungo la Lima. Una situazione che il vicesindaco Sebastiano Pacini ha illustrato di nuovo, con forza, all’Anas perché non consideri Bagni di Lucca e la Val di Lima figli di un dio minore. Nella popolazione sottoposta a nuovi disagi c’è grande agitazione: molte persone che risiedono nelle località di Giardinetto, Ponte Maggio, Ponte Coccia, Casoli e zone limitrofe sono costrette, se possono, a tenere un veicolo a valle della frana per poter andare a lavorare. Nonostante l’incessante pressione dell’amministrazione comunale non si conoscono ancora i tempi certi per la riapertura della strada. Pacini e il sindaco Paolo Michelini si sono attivati a tutti i livelli, e al dirigente regionale Anas hanno chiesto di fare più presto possibile, confrontandosi anche col Comune di San Marcello.
«Anche ieri sono andato sul luogo della frana – spiega Pacini – sei o sette volte. Purtroppo lo smottamento è nel punto più angusto delle strette di Cocciglia, a circa duecento metri dal bivio di Limano. Una situazione che comporta maggiori problematiche tecniche. Ci stiamo attivando in ogni modo anche per risolvere il problema dei ragazzi che devono andare a scuola. Al momento quantificare un tempo preciso per la riapertura non è purtroppo possibile, anche se capiamo bene il disagio che la situazione comporta». Intanto per le necessità impellenti, ma anche per la spesa quotidiana, tante persone optano per recarsi nel comune di San Marcell. Esiste (vedi riquadro) una viabilità alternativa, ma non brilla certo per comodità. Non sembrano esserci invece particolari problemi per la raccolta rifiuti che, grazie agli ultimi mezzi 4x4 acquistati 2 mesi fa, è stata garantita anche nelle località a monte della frana.
Emanuela Ambrogi
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