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Addio a Giovanni Guajana, mago della chirurgia
Il professore, abitante a Pisa, è morto all’età di 75 anni: domani i funerali Per oltre venti anni ha guidato la chirurgia del Campo di Marte
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LUCCA. Lutto nella sanità lucchese dell’intera Toscana. È morto, all’età di 75 anni, il professor Giovanni Guajana, uno dei chirurghi più stimati e apprezzati degli ultimi decenni.
Era nato a Levico Terme, in provincia di Trento, nel 1942. Vinse il concorso per la Scuola Normale Superiore di Pisa a 19 anni e venne ad abitare a Pisa. Si laureò in Medicina nel 1967 e dopo un biennio alla Scuola Superiore di Studi Sant’Anna, divenne a 25 anni assistente ordinario alla Clinica Chirurgica dell'Università di Pisa.
“House surgeon” (in italiano “chirurgo interno”) dell'Italian Hospital di Londra, ebbe modo di frequentare il St. Mary's Hospital perché incaricato dal direttore della struttura di studiare il trapianto di rene, allora alla prime battute. Nel 1975 divenne aiuto della Clinica Chirurgica dell'Università di Pisa e nel 1980 professore associato di Clinica Chirurgica Generale e Terapia Chirurgica sempre della Clinica Chirurgica dell'Università di Pisa.
Successivamente, è stato primario chirurgo dell’Usl di Pistoia-Prato dal 1981 al 1986 e primario chirurgo all'Usl di Lucca dal 1987 al 2008. Dopo il 2008, Guajana continuò ad operare in varie case di cura private.
Con la specializzazione in Chirurgia Generale, Urologia e in Chirurgia d'Urgenza, il professor Guajana ha scritto durante la sua carriera oltre 200 lavori scientifici ed è stato relatore a vari congressi.
Nell'unità operativa di Lucca che ha diretto per oltre vent’anni, costituita da ben 88 letti (una delle più grandi d'Italia), sono stati eseguiti oltre 2.500 interventi ogni anno, di cui 2.200 eseguiti personalmente dal professore, interventi ad altissimo livello con una speciale predilezione per la grossa chirurgia addominale ricostruttiva.
Il tutto con un occhio al futuro per la chirurgia vascolare, per la chirurgia mini-invasiva, per la chirurgia endoscopica e per l'ecografia invasiva: settori che sarebbero diventati preponderanti nel corso degli anni e dei decenni successivi.
Il rapporto con l’allora ospedale Campo di Marte e con l’Asl si interruppe nel 2007, quando il professore venne coinvolto in un’inchiesta giudiziaria e l’anno successivo decise di andare in pensione, visto che già aveva raggiunto i requisiti necessari.
Il professor Guajana, però, non aveva attaccato il bisturi al chiodo. La sua attività professionale era proseguita fra le mura e nelle sale operatorie delle cliniche private. A Lucca, in particolare, ha collaborato a lungo con la casa di cura Santa Zita.
Forte il suo impatto sul reparto di chirurgia del Campo di Marte. Alcuni professionisti ricordano che più che un primario era l’anima di quel servizio. Nel corso della sua lunghissima attività ha formato molti medici, alcuni dei quali ancora oggi lavorano all’interno del San Luca, mentre altri hanno fatto carriera altrove - in Italia e all’estero.
Chi ha lavorato con lui ricorda un professionista di altissimo spessore, soprattutto nel suo habitat naturale, cioè la sala operatoria, nella quale era un vero e proprio monarca. Grande resistenza allo stress, si è segnalato in particolare per la capacità di eseguire alla perfezione interventi chirurgici che, per l’epoca nei quali sono stati effettuati, erano assolutamente all’avanguardia.
Al di fuori dell'attività professionale, Guajana amava in modo particolare la montagna e ricordava spesso di pensarla come Lord Byron: «Quassù non vivo in me ma divento una parte di ciò che ho attorno. Le alte montagne sono per me un sentimento».
Guajana lascia la moglie Patrizia, anche lei chirurgo, e la figlia Carolina. Il funerale del professore è in programma domani, alle 10.30, nella chiesa di Santa Caterina a Pisa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Era nato a Levico Terme, in provincia di Trento, nel 1942. Vinse il concorso per la Scuola Normale Superiore di Pisa a 19 anni e venne ad abitare a Pisa. Si laureò in Medicina nel 1967 e dopo un biennio alla Scuola Superiore di Studi Sant’Anna, divenne a 25 anni assistente ordinario alla Clinica Chirurgica dell'Università di Pisa.
“House surgeon” (in italiano “chirurgo interno”) dell'Italian Hospital di Londra, ebbe modo di frequentare il St. Mary's Hospital perché incaricato dal direttore della struttura di studiare il trapianto di rene, allora alla prime battute. Nel 1975 divenne aiuto della Clinica Chirurgica dell'Università di Pisa e nel 1980 professore associato di Clinica Chirurgica Generale e Terapia Chirurgica sempre della Clinica Chirurgica dell'Università di Pisa.
Successivamente, è stato primario chirurgo dell’Usl di Pistoia-Prato dal 1981 al 1986 e primario chirurgo all'Usl di Lucca dal 1987 al 2008. Dopo il 2008, Guajana continuò ad operare in varie case di cura private.
Con la specializzazione in Chirurgia Generale, Urologia e in Chirurgia d'Urgenza, il professor Guajana ha scritto durante la sua carriera oltre 200 lavori scientifici ed è stato relatore a vari congressi.
Nell'unità operativa di Lucca che ha diretto per oltre vent’anni, costituita da ben 88 letti (una delle più grandi d'Italia), sono stati eseguiti oltre 2.500 interventi ogni anno, di cui 2.200 eseguiti personalmente dal professore, interventi ad altissimo livello con una speciale predilezione per la grossa chirurgia addominale ricostruttiva.
Il tutto con un occhio al futuro per la chirurgia vascolare, per la chirurgia mini-invasiva, per la chirurgia endoscopica e per l'ecografia invasiva: settori che sarebbero diventati preponderanti nel corso degli anni e dei decenni successivi.
Il rapporto con l’allora ospedale Campo di Marte e con l’Asl si interruppe nel 2007, quando il professore venne coinvolto in un’inchiesta giudiziaria e l’anno successivo decise di andare in pensione, visto che già aveva raggiunto i requisiti necessari.
Il professor Guajana, però, non aveva attaccato il bisturi al chiodo. La sua attività professionale era proseguita fra le mura e nelle sale operatorie delle cliniche private. A Lucca, in particolare, ha collaborato a lungo con la casa di cura Santa Zita.
Forte il suo impatto sul reparto di chirurgia del Campo di Marte. Alcuni professionisti ricordano che più che un primario era l’anima di quel servizio. Nel corso della sua lunghissima attività ha formato molti medici, alcuni dei quali ancora oggi lavorano all’interno del San Luca, mentre altri hanno fatto carriera altrove - in Italia e all’estero.
Chi ha lavorato con lui ricorda un professionista di altissimo spessore, soprattutto nel suo habitat naturale, cioè la sala operatoria, nella quale era un vero e proprio monarca. Grande resistenza allo stress, si è segnalato in particolare per la capacità di eseguire alla perfezione interventi chirurgici che, per l’epoca nei quali sono stati effettuati, erano assolutamente all’avanguardia.
Al di fuori dell'attività professionale, Guajana amava in modo particolare la montagna e ricordava spesso di pensarla come Lord Byron: «Quassù non vivo in me ma divento una parte di ciò che ho attorno. Le alte montagne sono per me un sentimento».
Guajana lascia la moglie Patrizia, anche lei chirurgo, e la figlia Carolina. Il funerale del professore è in programma domani, alle 10.30, nella chiesa di Santa Caterina a Pisa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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