Il Tirreno

Lucca

intervista alla professoressa Lemmi 

«Puntiamo sulla qualità non sul “mordi e fuggi”»

«Puntiamo sulla qualità non sul “mordi e fuggi”»

LUCCA. «Guai a copiare il turismo mordi e fuggi di Pisa o Firenze. Lucca deve seguire la sua strada: puntare sulle presenze più che sugli arrivi e su un territorio ricco di opportunità in cui bisogna...

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LUCCA. «Guai a copiare il turismo mordi e fuggi di Pisa o Firenze. Lucca deve seguire la sua strada: puntare sulle presenze più che sugli arrivi e su un territorio ricco di opportunità in cui bisogna fare sistema».

In estrema sintesi è questo il pensiero di Enrica Lemmi, presidente del corso di laurea in scienza del turismo a Campus.

Professoressa i dati di Google testimoniano che l’attenzione intorno a Lucca è aumentata.

«Non mi stupisce anche se non conosco nello specifico i numeri a cui fa riferimento. Certo è che Lucca ha ormai acquisito una sua centralità all’interno del sistema turistico toscano e non solo. La città sta emergendo grazie ai grandi eventi culturali, come i Comics e il Summer, che ogni anno attirano un pubblico giovane, con un profilo essenzialmente digitale e desideroso di avere un ruolo attivo nell’organizzazione della propria permanenza in città. Ma anche gli appuntamenti istituzionali del 2017 sono stati importanti. Parlo del G7 e del Forum europeo degli itinerari culturali, due eventi che hanno trainato in città un turista di tipo diverso, legato ai monumenti laici e religiosi, ma anche a Puccini a Napoleone, alla Francigena. È un visitatore di fascia alta, che dobbiamo coltivare proponendo tutte le ricchezze del territorio. Purtroppo manca il tavolo di coordinamento, la famosa cabina di regia tra gli enti».

Rispetto a realtà come quelle di Firenze e Pisa, Lucca come si colloca?

«Firenze lasciamola stare: è una città metropolitana con una storia sua, che non può certo essere paragonata a una realtà di 90mila abitanti. Pisa, invece, è una capitale mondiale del turismo e in termini assoluti va meglio di noi, ma ha un modello basato sul “mordi e fuggi” da non seguire. Lucca ha una sua forte identità e questo è un elemento da sviluppare: è ricchissima dal punto di vista delle manifestazioni culturale e creativa, la definirei un laboratorio a cielo aperto per fare innovazione. Basta pensare ai Comics. Deve puntare a trattenere di più i visitatori: quindi più presenze e meno arrivi e cercare su nuove tipologie di turisti attirati dal contesto».

Si spieghi meglio?

«Con i miei studenti ho condotto uno studio sul fenomeno dei “nomadi digitali”. Si tratta di uomini d’affari di 30-40 anni che arrivano in città, prendono in affitto un appartamento (magari con altre persone) e rimangono per un periodo abbastanza lungo. Vogliono farsi contaminare dai residenti, lasciarsi attraversare dallo stile di vita dei locali e della provincia. Richiedono solo una connessione perché non sono qui in vacanza: lavorano col pc, senza bisogno di un ufficio. Vanno in piccole città perché qui trovano un modus vivendi attraente». (g.p.)

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