Il Tirreno

Lucca

«Salviamo i boschi, sono vita» È il desiderio di Babbo Natale

di Rossella Lucchesi
«Salviamo i boschi, sono vita» È il desiderio di Babbo Natale

Nella sua casetta in piazza Napoleone, il “nonno” con la barba bianca aspetta i bambini e riceve le loro letterine, oggi e domani pomeriggio

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LUCCA. «Un tempo i bambini chiedevano a Babbo Natale di portare loro Cicciobello, Barbie, trenini elettrici, soldatini, giochi manuali ed elettronici e qualche volta una bicicletta. Oggi i gusti sono cambiati e bambole, costruzioni e automobiline hanno lasciato spazio a iPhone di ultima generazione e giochi super tecnologici. Un cambiamento avvenuto velocemente, nel giro di pochi anni, che ha cambiato la vita di tutti. Soprattutto quella dei bambini nati nell’era della tecnologia che non sanno fare a meno di questi oggetti che non permettono loro di apprezzare la bellezza e l’utilità dei giochi semplici e costruttivi di una volta, utili per la loro crescita e formazione». A pronunciare queste parole è Babbo Natale che abbiamo incontrato nella sua casetta in piazza Napoleone dove, fino a domenica 24 dicembre, ogni pomeriggio accoglie i bambini che vogliono scambiare una parola o un augurio con lui e consegnare le letterine con le richieste dei doni che vorrebbero ricevere.

In effetti i desideri dei bimbi sono davvero cambiati. Basta prendere qualche lettera dal sacco di Babbo Natale per capire che i desideri di oggi sono ben distanti da quelli di sei-sette anni fa. Melissa vorrebbe una playstation nuova, il piccolo Alberto dei giochi e una macchina fotografica, mentre Genny chiede di fare un giro sulla slitta di Babbo Natale. Sean ha scritto una lunga lettera per ricordare che quest’anno è stato buono e perciò spera che arrivino tanti bei giochi e il Friggi-Friggi per fare i biscotti. Ha le idee chiare Tecla che elenca una serie di richieste: pattini, Lego friends, orologio, pantofole e anche un “giacchetto”. Leonardo invece vorrebbe il robot astronauta e tanti regali a sorpresa, mentre Virginia chiede a Babbo Natale di dirle quando arriverà a casa sua, perché non vede l’ora di incontrarlo.

I bambini chiedono cose per divertirsi, ma non è escluso che, come in passato, qualcuno chieda un lavoro per il padre disoccupato o di guarire da una malattia. Babbo Natale risponde a tutti, come ha fatto dal 2005 ad oggi, collezionando oltre 8.000 lettere che potrebbero diventare un libro. Ma è triste «perché - dice - vivendo nella foresta, rischio di trovarmi senza una casa, a causa di una malattia che colpisce molte piante». Le più a rischio, racconta, sono pini e castagni, malati per via di alcuni parassiti importati da paesi stranieri che, se non verranno presi rimedi, potrebbero portare gli alberi ad estinguersi. A danneggiare le pinete, dice babbo natale, «è il matsucoccus, un parassita degenerativo che scava profonde gallerie nel tronco sotto la corteccia e, interrompendo il processo dei vasi linfatici, porta la pianta alla morte. Il cinipide aggredisce invece i castagni». Anche Babbo Natale esprime un desiderio: salvare i boschi per salvare la vita. E poter di nuovo consegnare i doni ai bambini.

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