Il Tirreno

Lucca

Destinati a tornare precari 600 insegnanti col solo diploma

di Federica Scintu
Destinati a tornare precari 600 insegnanti col solo diploma

Il Consiglio di Stato ha deciso di escludere dalle graduatorie a esaurimento i docenti di primarie e materne col titolo magistrale ottenuto prima del 2001-2002. Molti sono assegnati al sostegno

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LUCCA. Qualcuno l’ha definito il più grande licenziamento di massa della storia italiana. Del resto la decisione definitiva del Consiglio di Stato a sezioni riunite di escludere dalle graduatorie a esaurimento (Gae) gli insegnanti delle primarie e delle scuole dell’infanzia con diploma magistrale ottenuto prima del 2001-2002 rischia di minare nel profondo non solo la vita delle persone coinvolte ma anche l’intero sistema scolastico dell’infanzia che negli anni si è alimentato attingendo soprattutto da questa categoria di docenti.

Uno scossone inaspettato (visto che ben sette sentenze precedenti si erano espresse in maniera del tutto opposta) che di fatto, sulla provincia di Lucca, fa traballare la posizione lavorativa di circa 600 tra maestri e maestre in possesso di diploma magistrale che in questi anni, a suon di ricorsi vinti, erano stati inseriti nella prima fascia Gae con riserva (entravano di diritto solo i vincitori dei concorsi) e che nel frattempo però avevano ottenuto anche una cattedra di ruolo o una supplenza lunga. Solo quest’anno, sempre sul territorio provinciale, sono entrati di ruolo una trentina di insegnanti e una cinquantina avevano ottenuto una supplenza annuale.

Adesso, in seguito a questa decisione del Consiglio di Stato, per loro si profila una retrocessione di massa nelle graduatorie d’istituto: così sfuma la tanto ambita cattedra di ruolo e si ritorna a un impiego esclusivo nelle supplenze. «La maggior parte degli insegnanti di prima fascia in provincia di Lucca – spiega Antonio Mercuri della Cgil scuola – erano stati inseriti in graduatoria con riserva perché di fatto i concorsi, dal 2000, non erano abilitanti per la prima fascia. Tra loro c’è chi in questi anni è entrato di ruolo e chi lavora con le supplenze lunghe ma di fatto sono tutti impiegati. Questa decisione revoca il ruolo a chi prima ne aveva avuto diritto quindi questi 600 insegnanti coinvolti, che in media hanno tra i 38 e 40 anni, a livello lavorativo, torneranno a essere “precari stabili” perché qui in provincia di Lucca sanno che la richiesta c’è e che quindi potranno continuare a lavorare con una certa continuità. Ciò che non potranno più fare invece è ambire alla cattedra di ruolo».

L’auspicio da parte del sindacato è che questa “retrocessione” non si concretizzi prima della fine dell’anno scolastico in corso e che si valuti, il prima possibile, un intervento di tipo politico in grado di mettere ordine a questa situazione caotica. «Abbiamo una videoconferenza a livello nazionale questo pomeriggio (ndr: ieri) – dichiara Mercuri – per studiare la strategia da attuare dopo questa decisione. Per il momento noi come sindacato stiamo seguendo il caso di quattro insegnanti ai quali sarà revocato il ruolo e una quarantina di ricorsi da parte di chi aveva ottenuto la supplenza».

All’interno della graduatoria di prima fascia inoltre, ci sono moltissimi insegnanti di sostegno. «Questa decisione definitiva del Consiglio di Stato – aggiunge Mercuri – va a colpire soprattutto i docenti di sostegno, categoria fondamentale per garantire il diritto all’istruzione a tutti gli studenti. Noi speriamo che a livello politico decidano di dare accesso alle cattedre di ruolo anche a chi si trova in seconda fascia visto che sono in pochissimi ormai ad avere diritto pieno di stare in prima.

Tanto gli insegnanti, da quel che ci risulta sul territorio provinciale, servono tutti quindi questa potrebbe essere una soluzione valida per tamponare gli effetti della sentenza». Intanto si attende la circolare del Miur che dovrà fornire tutte le informazioni agli uffici scolastici provinciali su come procedere anche di fronte ai possibili contenziosi che potrebbero crearsi da ora in poi. «Chi era di ruolo – conclude Mercuri – di fatto assumerà incarichi di supplenza. Ma il rischio, dopo 36 mesi di sostituzioni, stando a quanto prevede la legge Buona scuola, è quello di essere licenziati definitamente».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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