Il Tirreno

Lucca

street art 

Anche Porcari si affida ai writer per raccontare la via Francigena

Anche Porcari si affida ai writer per raccontare la via Francigena

PORCARI. La storia della via Francigena raccontata con un murale: uno splendido disegno, quasi una “striscia”, di trenta metri dipinta sul muro di cinta dello stadio. Anche a Porcari si sostengono la...

2 MINUTI DI LETTURA





PORCARI. La storia della via Francigena raccontata con un murale: uno splendido disegno, quasi una “striscia”, di trenta metri dipinta sul muro di cinta dello stadio. Anche a Porcari si sostengono la street art e la creatività artistica. Con questa prima opera si valorizza l’antica via dei pellegrini che attraversa anche la Piana. Ma in futuro anche altri spazi pubblici, e persino le facciate delle abitazioni, sull’esempio di Nave, ospiteranno murales, quali opere d’arte ma anche come antidoto all’incuria. Perché come dice la teoria della finestra rotta il degrado chiama il degrado.

«Questo graffito ha un valore simbolico molto forte – dice il consigliere comunale David Del Prete promotore dell’iniziativa – oltre a essere un regalo per i pellegrini che passano da questa strada è anche un dono per la comunità di Porcari. Un semplice gesto anche contro il degrado per rendere più decorosa e vivibile la zona. Tra i progetti in programma, anche un murale dedicato al calcio. Ci piacerebbe fare di Porcari una cittadina dei murales». Un’opera, quella realizzata in soli due giorni grazie all’estro di tre writer della Piana, mostrata alla presenza del sindaco Leonardo Fornaciari, dei consiglieri comunali David Del Prete e Pietro Ramacciotti, e del graffitaro Federico Bernardini, in arte Freddy Pills, che con la sua crew formata da Mariano Fazi e Carmine Bellino ha iniziato a colorare muri e sottopassi di Capannori e della Piana a colpi di pennellate e spray.

Se Altopascio è l’approdo naturale dei viandanti con zaino e bordone, anche Capannori (dove ha aperto un ospitale) e Porcari puntano sulla Francigena. «Porcari non ha la possibilità di ospitare i pellegrini perché sprovvista di strutture adatte – ha aggiunto il sindaco – ma sarebbe bello, con l’aiuto della comunità e dei privati, garantire ai pellegrini almeno un posto di accoglienza per le emergenze, anche un semplice luogo caldo in cui fare la doccia. Cercheremo di creare le giuste sinergie». Intanto il Comune sta pensando anche di valorizzare il menù storico della Francigena, rilasciando a ogni attività turistica un certificato per l’impegno nel portare avanti i sapori e le tradizioni del passato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana