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Il caso
Una discarica sul Serchio vicino al ponte di Calavorno
BORGO A MOZZANO. Una bambola, sacchi neri pieni di spazzatura e perfino il paraurti di un’automobile. È diventato una discarica ormai il fiume Serchio nel tratto vicino al ponte di Calavorno. L’area...
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BORGO A MOZZANO. Una bambola, sacchi neri pieni di spazzatura e perfino il paraurti di un’automobile. È diventato una discarica ormai il fiume Serchio nel tratto vicino al ponte di Calavorno.
L’area in questione è quella che gli automobilisti trovano percorrendo la strada provinciale Lodovica, appena prima di imboccare il ponte, sulla destra. Tra la via di grande comunicazione e il fiume c’è un’ampia area di sosta, che viene solitamente utilizzata dai camioncini pubblicitari, le classiche vele mobili. Anche in questi giorni ce n’erano ben tre. Ma quest’area dovrebbe accogliere le automobili dei turisti diretti in Garfagnana che vogliono fare una sosta. A ricordarlo c’è anche un cartello dedicato al progetto “Le vie del castagno”. Poi nient’altro. Ecco che se, malauguratamente, un turista si ferma e si affaccia dal parapetto per vedere il fiume, quello che si palesa ai suoi occhi è solamente una discarica: lattine, bottiglie, sacchetti di plastica, sacchi neri, scatoloni, vasi di fiori e molto altro. Forse andrebbe fatto quello che è stato realizzato in altri punti che si trovano lungo la Lodovica, dove sono stati istallati appositi tavoli con panchine per accogliere i turisti e, soprattutto, sono stati messi alcuni cassonetti dove poter almeno buttare l’immondizia.
Luca Meconi
L’area in questione è quella che gli automobilisti trovano percorrendo la strada provinciale Lodovica, appena prima di imboccare il ponte, sulla destra. Tra la via di grande comunicazione e il fiume c’è un’ampia area di sosta, che viene solitamente utilizzata dai camioncini pubblicitari, le classiche vele mobili. Anche in questi giorni ce n’erano ben tre. Ma quest’area dovrebbe accogliere le automobili dei turisti diretti in Garfagnana che vogliono fare una sosta. A ricordarlo c’è anche un cartello dedicato al progetto “Le vie del castagno”. Poi nient’altro. Ecco che se, malauguratamente, un turista si ferma e si affaccia dal parapetto per vedere il fiume, quello che si palesa ai suoi occhi è solamente una discarica: lattine, bottiglie, sacchetti di plastica, sacchi neri, scatoloni, vasi di fiori e molto altro. Forse andrebbe fatto quello che è stato realizzato in altri punti che si trovano lungo la Lodovica, dove sono stati istallati appositi tavoli con panchine per accogliere i turisti e, soprattutto, sono stati messi alcuni cassonetti dove poter almeno buttare l’immondizia.
Luca Meconi
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